Ci sono figure, nella vita di ognuno come nel mondo del calcio, del cinema e vari ambiti, per cui non basterebbero i caratteri per omaggiare la loro grandezza, soprattutto quando si consuma l'addio alla vita: i gesti, l'impegno e l'affetto mostrati alla causa valgono più di qualsiasi, ma comunque necessitario, ricordo scritto.

È il caso di Igor Protti, ad esempio, di cui abbiamo appreso stamattina la dipartita, con annesso vuoto nel cuore di chi lo ha conosciuto ed amato, personalmente ed 'a distanza'. 46 gol in 112 partite i freddi numeri; il coraggio infuso durante la malattia, i cori della gente, il Murales a Bari e l'apprezzamento delle piazze in cui ha militato sono i veri e sentiti lasciti dello Zar. Quanto tristemente saputo spinge a rimembrare, oggi come in ogni occasione utile, altri che hanno rappresentato degnamente il Bari in Italia e nella sua storia e che, purtroppo, non ci sono più. 

Dagli iconici Biagio Catalano, Raffaele Costantino e Luigi Bretti, primi goleador e recordman del calcio biancorosso, sino ai mister Enrico Catuzzi e Bruno Bolchi ed alcuni dei loro uomini come Giovanni Caffaro, Carmelo La Torre ed Angelo Cupini, simboli di quegli anni '80 di grande appartenenza al territorio ed alla maglia.

Venendo agli anni '90, il primo pensiero vola a Klas Ingesson. 11 gol (di cui due al Lecce) in 94 partite per lo svedese, leader dentro ed anche fuori dal campo, di quelli per cui il valore umano andava oltre la fascia, spesso indossata. Deceduto per nefropatia da mieloma nel 2014, vive il ricordo del gigante scandinavo dal cuore caldo. Arretrando il raggio d'azione, è doveroso celebrare Franco Mancini: un infarto lo colpì nel marzo del 2012, ma il legame tra il tifo barese ed il portiere di Matera sarà indissolubile, complice le 95 gare tra il '97 ed il 2000 e prestazioni memorabili, come quella a San Siro nel gennaio '98. Partita, quella, decisa da un altro Galletto prematuramente scomparso quale Phil Masinga: un quadriennio diviso tra un buon rendimento e qualche problema fisico di troppo, ma comunque indimenticabile.

Molti dei gloriosi anni della vecchia stella del Sud si sono disputati nel lungo interregno presidenziale (dall'83 al 2011) di Vincenzo Matarrese, amato ed odiato, contestato ma ricordato con affetto da chi gli ha sempre riconosciuto un grande amore per la sua squadra. Menzione onorevole anche al dott. Angelo Di Palo, dal '63 al '77 'testa' del club e figura dalla grande eleganza e passione.

Uomini, prima ancora che calciatori, allenatori o dirigenti, sintomatici di un'epoca che, al di là di ogni retorica, sembra veramente preistoria rispetto al calcio moderno, a maggior ragione in una piazza come Bari, da troppo tempo asettica e privata di idoli (salvo qualcuno) in cui riconoscersi ed a cui dire: "Grazie". 









Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 18:00
Autore: Piervito Perta
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