Lo scorso 24 marzo abbiamo avuto l'onore di intervistare Igor Protti, nel pieno della sua lotta al tumore che lo ha anticipatamente strappato alla vita. In quell'occasione il bomber biancorosso ha raccontato la propria dolorosa quotidianità e il suo stato d'animo scalfito da un'atroce malattia: "La battaglia che sto combattendo è molto più dura di quanto mi aspettassi. Vivo la quotidianità affrontando problematiche di diverso tipo. La mia vita è cambiata completamente. Non è una situazione semplice però cerco di andare avanti. L'affetto delle persone per me è molto importante. Sento la presenza di chi è lontano da me". Ed ancora: "Dopo l'ultimo intervento, ho grosse difficoltà anche nel camminare. È un momento complicato". ​​​​​​

Inoltre Protti ha avuto modo di descrivere il docufilm sulla sua carriera, presentato in anteprima il 27 marzo proprio a Bari ed intitolato "Igor, l'eroe romantico del calcio": "Credo si possa parlare di eroe romantico per il mio senso di appartenenza nei confronti delle maglie che ho indossato. Ho sempre considerato il vestire la maglia di una squadra un qualcosa di serio e responsabilizzante. Dietro la maglia di una squadra ci sono decenni di storia e di passione. Questa storia va onorata e rispettata".

Attraverso queste parole è impossibile non notare la grandezza e l'umiltà di un uomo che in campo e nella vita ha incarnato tutti i valori più nobili. E non è un caso che sia stato amato da tutti ed in particolare dall'intera città di Bari: "Quando ho messo piede a Bari per la prima volta nel 1992, ho pensato subito che sarebbe stata una bella esperienza. C'era lo stadio nuovo e tanto entusiasmo. Per me era una grande occasione confrontarmi con una piazza così calorosa. Tutto poi è andato al di là di ogni più rosea aspettativa. Oggi, nonostante la lontananza fisica, sono legatissimo a Bari. Addirittura sono a tutti gli effetti un cittadino barese". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 13:00
Autore: Cesare De Pasquale
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