Nel prosieguo dell'intervista a Giorgetti, protagonista con la maglia biancorossa dal 1996 al 2000, ci siamo soffermati anche sul tema mercato e sull'avvicendamento tra Di Cesare e Magalini.

Sulla poca personalità dei calciatori: "Sono stato diversi anni a Bari e in quella piazza ho vissuto tanti momenti felici ma anche contestazioni e momenti più duri. Ho visto passare giocatori molti forti ma che non hanno retto la pressione ed altri, meno tecnici, che hanno reso al meglio. Bari è un grande club, nonostante sia in B, e questo non può essere cambiato. Sul mercato devono arrivare giocatori che abbiano soprattutto personalità, ovviamente non trascurando la parte tecnica, poiché c'è un grosso problema mentale e di personalità".

Sulla società: "La differenza rispetto agli anni in cui giocavo io è sostanzialmente una: la società. Allora la società era compatta e sosteneva la squadra, era un tutt'uno con noi. Questo mi sembra che ora non avvenga, vedo la società lontana dai giocatori e nel rapporto con i tifosi".

Su come uscire dalla crisi: "Uscirne non è facile, anzi. Solamente i calciatori, supportati dal loro tecnico possono provare a uscirne. Chiaramente servono giocatori che si prendano le loro responsabilità e che provino a risollevare questa squadra".

Su Di Cesare e il ruolo di ds: "Un direttore sportivo deve essere presente nello spogliatoio, è una figura importante. Deve sostenere i ragazzi e deve essere pronto a dare la sveglia nei momenti difficili".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 12:00
Autore: Armando Ruggiero
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