Salvatore Guastella, nel proseguo della nostra intervista, tratta l'annoso tema della multiproprietà: 

"La frattura si ricompone se si stravince il campionato e ci sono segnali inequivocabili per far crescere la piazza. Dato che questo non sembra l'obiettivo, devono andarsene. Ci vuole un profilo, privato, singolo od un fondo, che abbia credenziali di serietà. Non si può ricadere in mano ad avventurieri: i De Laurentiis non lo sono, di base, sia chiaro, ma si stanno comportando come tali. Laddove a Bari si sono avvicinati monegaschi e compagnia cantante, auspico che questa proprietà ceda il Bari, ma in mani solide". 

Sabato, al San Nicola, arriva la Scafatese. Così l'ex: "Per molte compagini, è la partita della vita. In altre categorie, difficilmente giocano contro realtà come il Bari. Servirà affrontarli con impegno, non dando a loro il modo di alzare la testa, sportivamente parlando. Occorre personalità, si dovrà imporre il proprio gioco, sebbene, sin qui, si sia sofferto con tutti". 

Gennaio è lontano, ma non troppo. Potrà servire la sessione invernale per rimpolpare il Bari? 

"Il mercato di gennaio, a Bari soprattutto, ha portato risvolti positivi poche volte, eccetto con Conte. Nel caso, devi prendere nomi pronti e di comprovata affidabilità, attaccanti che vengono impiegati laddove sono ora, non in ripresa da infortuni o che giocano poco. Serve gente calda, senza l'alibi del tempo di acclimatarsi: sono chiacchiere. Se ne hai bisogno, prendi uno che segna e che non deve capire i meccanismi in troppo tempo. Mi sembra irricevibile che qualcuno storca il naso quando il Bari chiama, soprattutto in C. Se non sai reggere la 'pressione', non hai ambizione". 

Il primo posto del Potenza, nel Girone C, ha sorpreso anche Salvatore. C'è però un elogio ai lucani, anche alla luce del confronto di Coppa col Bari, indicativo di quello, a distanza, in campionato: "Dal primo minuto della prima partita, hanno dimostrato di avere un'identità sia in casa che fuori, cosa che al Bari manca. L'abitudine a vincere va alimentata in ogni competizione, amichevoli comprese: ti forgia sempre di più. Non farei una distinzione tra competizioni. Anche con le 'seconde linee', per un tecnico è fondamentale che dimostrino conoscenze e resa".

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 11:00
Autore: Piervito Perta
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