Per Daniele Sciaudone, che abbiamo intervistato in giornata, la rosa del ​​​​​Bari ​​​26/27 è ben costruita. Così l'ex: "Sono state fatte scelte di personalità e carattere. Non si è andati a prendere giocatori inutili, ma si è operato con accuratezza e parsimonia. Nonostante le tante problematiche, le squadre sono state sempre forti, inclusa quella dello scorso anno, che non mi è comprensibile come abbia potuto retrocedere. Poi, non sono state messe in campo nel modo giusto, ma i vari direttori hanno sempre assemblato, negli ultimi anni, organici molto buoni'. 

Da una parte Marino, Rastelli e nomi di categoria; dall'altra, qualche giovane su cui si è voluti puntare con forza. Tutti accomunati dalla pressione, arma a doppio taglio che può essere alibi e spinta. Questo il parere di Sciaudone: "Marino ha sempre scovato giocatori, mentre Rastelli viene da un momento complicato ma è sempre stato competente. Sono due figure esperte che sanno cosa c'è da fare e come. Dall'altro lato, ci sono giovani brillanti e che avranno tutto da dimostrare, ma con leggerezza e senza eccessiva pressione, che deve dare energia positiva. E, se c'è, significa che la piazza è importante. Ci può stare la crisi o la difficoltà, ma dev'essere di qualche partita. Dopo, serve reagire".

Tornando al Girone C, inquadrato già precedentemente come gruppo battagliero, ecco chi tenere d'occhio nella lotta per la vetta: "Dubito che il Sorrento durerà alla lunga, ma chissà. Anche perchè le squadre inaspettatamente 'rompiscatole' ci sono sempre, oltre a quelle squadre attrezzate e di blasone come, ad esempio, Catania e Salernitana. Alla fine, credo se la giocheranno loro due ed il Bari, ma è ancora lunga e servirà racimolare quante più vittorie possibili, con continuità. In questo girone, basta perdere tre partire e perdi sette/otto posizioni". 

Nella vita dell'ex Cosenza e Spezia, c'è spazio per 'Spacca', attività di franchising sul 'fast-food genuino'. Parlare di questo 'lavoro alternativo' apre ad un'ampia riflessione, da parte di Daniele, anche sul calcio moderno: 

"Facciamo due anni a dicembre. Come tutti i lavori nel mondo food, ci vuole tempo ma stiamo arrivando ad una quadra e stiamo imparando tanto. Il locale è piccolino e ci permette di calibrare tutto senza troppi sforzi. Ci vado due/tre volte a settimana e mi sto divertendo. Non è facile reinventarsi, perchè i ritmi, rispetto al calcio, sono diversi. Qualcuno rimane nel mondo, ed ammetto che mi piacerebbe fare il procuratore od il direttore o l'allenatore. Ma pensare di rimettermi a girare in Italia e spostarmi ancora non mi piace tanto. E poi, non mi piace anche come sta andando il calcio negli ultimi tempi, tra procuratori, raccomandati, favoritismi. Manca meritocrazia. Non c'è ricerca nel ragazzo bravo, inserito nel contesto forte, ma c'è un preferire la quantità, tra cui qualcuno, per mera fortuna, si trova".

Dopo l'esperienza alla Trevigliese, un anno di stop ed eventi che portano l'ex a riconsiderare le proprie priorità: "È un anno che sono fermo. Dopo quest'estate, che è venuto a mancare mio padre, ho dovuto pensare ad altro. Non ho avuto chiamate e neanche sono andato alla ricerca. Dedico il mio tempo ai miei figli, alla famiglia, ed alla mia attività. Ma, come dicevo prima, chissà che la porta del calcio non rimanga aperta in un'altra veste. Vedremo".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 20:00
Autore: Piervito Perta
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