Il Bari è ancora secondo con 22 punti, ma continua a convicere poco. Il nodo però non è la classifica ma la fragilità con cui la squadra si smarrisce durante la partita.

Sabato contro la Scafatese i biancorossi erano in vantaggio al 9' con gol di Gomez su assist di Butic, e per circa mezz'ora hanno avuto la gara in mano. Poi è arrivato il pareggio con Emmausso, nato dopo un errore di Elia e Mantovani. Nella ripresa il Bari ha provato a fare la partita, ma con un ritmo troppo lento per mettere davvero in difficoltà gli avversari. Lo ha riconosciuto lo stesso Rastelli, che dopo l'intervallo non ha visto una squadra compatta. Ne è uscito il terzo pareggio consecutivo, con una sola vittoria nelle ultime sei gare.

Il primo limite è sicuramente il carattere. La squadra parte bene, ma poi non riesce a gestire bene i momenti di superiorità e fatica a trasformare il vantaggio in controllo. Sui singoli invece la lettura è più sfumata, con Gomez che in Coppa aveva sbagliato sotto porta ma sembra rendere meglio con Butic al fianco. Cerofolini ha risposto presente dopo il gol e ha saputo essere decisivo, mentre Elia e Mantovani restano i più esposti. Più che di limiti tecnici, si tratta di cali di attenzione nei momenti decisivi. 

A restare in bilico però è l'identità. In estate il Bari ha avviato un percorso di rinnovammento ripartendo da zero, ma dopo tre mesi, manca ancora un'idea di gioco riconoscibile, capace di reggere per novanta minuti. Finché non l'avrà, resterà una squadra che si vede per mezz'ora e poi sparisce. 

Sezione: News / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 09:00
Autore: Giorgia Leovino
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