Dopo l’annuncio e la presentazione di direttore sportivo ed allenatore in casa Bari, è il tempo di spostare l’attenzione sul parco giocatori che dovrà affrontare la prossima stagione. La rosa sarà sicuramente rinnovata e riadattata tra nuove idee tecnico-tattiche, alla ricerca di un gruppo con un maggiore senso di appartenenza e motivazioni. Nel corso dei tre anni della gestione De Laurentiis in chiave calciomercato i galletti sono sempre stati protagonisti di un elevato numero di operazioni di mercato, segno evidente che le prestazioni degli prescelti sono risultate abbastanza insoddisfacenti. A questo poi si va ad aggiungere il rapporto con il Napoli, il cui ruolo nelle operazioni più ricche è stato fondamentale, tanto da sostituirsi ai galletti nelle trattative per poi ricevere i giocatori via prestito.
Una soluzione però che non ha mai convinto i tifosi e non ha nemmeno trovato un buon riscontro in campo. Nel complesso ci sono stati 9 giocatori che negli ultimi 3 anni si sono trasferiti dal club partenopeo al Bari: D’Ignazio, Liguori, Marfella, Costa, D’Ursi, Esposito, Ferrari, Folorunsho e Candellone. I primi tre sono relativi al campionato di Serie D ma l’unico a convincere è stato Marfella, sempre titolare e promosso a suon di prestazioni convincenti, venendo così prelevato a titolo definitivo. Un acquisto che però negli ultimi 2 anni non è risultato utile alla causa, considerato lo status di vice-Frattali. Meno incisive le parentesi Liguori (appena 4 presenze da titolare) e soprattutto D’Ignazio, ceduto dopo meno di 5 mesi.
Con il successivo salto in Lega Pro, il Bari ha investito con decisione sul mercato per livellare la rosa alla nuova categoria, tuttavia i maggiori investimenti, arrivati sponda Napoli, si sono rivelati nettamente al di sotto delle aspettative con le uniche attenuanti relative al giovane Esposito, ex primavera azzurro e ultima alternativa come centrale. Troppo altalenanti le performance di Costa, mai così imprescindibile, mentre è andata peggio a bomber Ferrari, acquistato per creare una formidabile coppia con Antenucci, risultando invece incompatibile, ma anche quella di Folorunsho, costernato da infortuni ed un carico di pressioni ed aspettative troppo elevate.
Differente la situazione di D’Ursi, che dopo un primo anno da comprimario per via di un modulo poco congeniale, è riuscito a farsi apprezzare nel secondo (confermato soprattutto per l'arrivo di Auteri, suo maestro a Catanzaro) grazie alle sue doti tecniche tra dribbling e reti di spessore. La sua avventura con il Bari è però terminata dopo l'eliminazione ai playoff, come rischia di chiudersi quella di Candellone. L’attaccante, arrivato come un giovane di belle speranze e potenzialità, è stato protagonista di incredibili difficoltà, confermate poi dai numeri: zero reti tra Girone C e playoff, un autentico incubo.
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