Il mercato è finito. Le porte si sono chiuse e Massimo Rastelli dovrà lavorare con il gruppo che avrà a disposizione fino a gennaio. Il Bari esce da questa sessione profondamente rinnovato, con diversi innesti interessanti e una rosa costruita in buona parte pensando alle caratteristiche della Serie C. Ma anche con la sensazione, difficile da ignorare, che qualcosa sia mancato.

Partiamo dalle note positive. Sono arrivati giocatori che conoscono bene la categoria e che, soprattutto, sanno cosa significhi vincerla. Tribuzzi e Della Morte rappresentano in questo senso due operazioni interessanti: entrambi arrivano dopo aver vissuto una promozione e possono portare esperienza, conoscenza del campionato e mentalità vincente. Bene anche l'idea generale di costruire una squadra più giovane, dinamica e maggiormente calata nella realtà della Serie C.

Ma se l'obiettivo è davvero quello dichiarato dalla società, ovvero tornare immediatamente in Serie B, il giudizio non può essere soltanto positivo. Nell'ultimo giorno ci si attendeva l'arrivo di almeno un centrocampista e di un difensore. Non sono arrivati. La rosa è numericamente ampia, certo, ma qualche lacuna resta e soprattutto viene meno la possibilità di completare l'organico con due pedine che avrebbero potuto aumentare la concorrenza e le alternative a disposizione di Rastelli.

E poi c'è un altro aspetto, forse ancora più importante, che riguarda il messaggio lanciato alla piazza. Nell'estate del 2019, dopo la promozione dalla Serie D, il Bari di Luigi De Laurentiis si presentò alla Serie C con un'operazione che parlava da sola: Mirco Antenucci. Un colpo di assoluto livello per la categoria, un giocatore che rappresentava esperienza, gol e ambizione. Non fu soltanto un acquisto: fu un manifesto. La società stava dicendo chiaramente di voler azzannare la Serie C e provare a tornare immediatamente dove riteneva di appartenere.

Questa volta, invece, quel segnale non è arrivato. Al di là delle dichiarazioni sull'obiettivo promozione, non c'è stato l'acquisto capace di accendere l'entusiasmo, di far pensare alla piazza che si faccia sul serio. Della Morte può rivelarsi un ottimo colpo, così come gli altri nuovi arrivati potranno dimostrare sul campo il proprio valore. E sia chiaro: non sono le figurine a vincere i campionati. Il calcio è pieno di rose costruite a suon di nomi altisonanti e poi rivelatesi fallimentari.

Ma il Bari arrivava da una retrocessione, da una stagione disastrosa e da un rapporto con la propria tifoseria ormai ai minimi termini. Un segnale andava mandato. Non necessariamente una follia economica, non necessariamente un nome da copertina a tutti i costi, ma un'operazione capace di restituire alla gente un po' di entusiasmo e di credibilità. Nel 2019 Antenucci fu anche questo. Oggi, invece, quel colpo simbolico non c'è stato.

C'è poi il caso Vicari, rimasto con le valigie pronte per praticamente tutta l'estate e alla fine reintegrato. Meglio avere un difensore della sua esperienza che perderlo senza adeguata sostituzione, ma la gestione della vicenda lascia comunque qualche perplessità. E ancora più complicato è stato il caso Sibilli: reintegrato dopo la squalifica, responsabilizzato, addirittura capitano nelle prime amichevoli, salvo poi essere ceduto per espressa volontà del giocatore. Una gestione che, vista dall'esterno, è apparsa quantomeno goffa.

Il Bari che comincia questa nuova avventura non è dunque una squadra da buttare, tutt'altro. La base c'è e alcune operazioni convincono. Ma se il parametro deve essere l'ambizione di vincere il campionato, il mercato lascia inevitabilmente qualche rimpianto.

Perché il punto non è chiedere alla società di comprare figurine. È chiedere di dimostrare con i fatti, oltre che con le parole, di aver capito la gravità del momento. Una piazza ferita e demotivata aveva bisogno di un motivo per tornare a crederci. Nel 2019 quel motivo aveva il volto e il nome di Mirco Antenucci. Questa volta, quel volto non è arrivato. E per una società che dice di voler tornare subito in Serie B, è un'assenza che pesa.

Sezione: Copertina / Data: Mar 01 settembre 2026 alle 21:10
Autore: Antonio Testini
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