Il derby con il Barletta ha evidenziato alcuni aspetti tecnico-tattici sui quali, siamo certi, anche Mister rastelli starà facendo le sue valutazioni.

Posto che l'assenza di Butic e Burgio ha imposto dei cambiamenti, proviamo a capire cosa questa sconfitta ci ha insegnato. Farne tesoro significa non ripetere prestazioni simili.

1) Il Bari non può giocare con la difesa a tre. Per farlo servono esterni forti in fase di spinta ma anche in ripiegamento. Inoltre la linea a tre significa diversi criteri di scalamento di posizioni e di marcatura. I centrali abituati a giocare a quattro perdono gli automatisimi.

2) La costruzione dal basso: In C sarà frequente trovare squadre che giocano in dieci dietro la linea della palla, chiudendo tutti gli spazi. Pensare che Mantovani possa fare il Bastoni è azzardato.. Non abbiamo i meccanismi collaudati dell'Inter, nè difensori così veloci nei recuperi. In questa situazione basta perdere un pallone a metà campo per far partire gli avversari in contropiede con spazi apertissimi. Per avere la meglio su squadre così chiuse, servono smarcamenti senza palla per dare riferimenti a chi imposta e velocizzare l'azione, spunti individuali (ma dalla tre quarti in su) e soprattutto, sovrapposizioni sulle fasce. Queste consentono d allargare le difese, favorendo gli inserimenti centrali e permettono di mettere cross in area. Che senso ha avere il miglior centravanti del girone se non gli arriva un pallone giocabile? Neanche Lautaro o Haaland potrebbero essere pericolosi senza ricevere un pallone.

3) Le posizioni in campo; Se si vuole sfruttare l talento di Esposito, occorre avanzare la sua posizione. Vedere certi dribbling a centrocampo è un piacere per gli occhi, ma sono giocate senza pericolosità. Gli stessi dribbling fatti vicino alla linea di fondo hanno tutt'altro peso. Ricordatevi l'assist al bacio contro la  Cavese.

4) La C, specialmente in questo girone, è un altro calcio. Avere una squadra con elementi di qualità per la categoria è un buon punto di partenza, ma non basta. Si veda l'inizio di Catania e Salernitana e chi è oggi  in testa, sia pure dopo due giornate. Serve più attenzione  difensiva, fare un po' di falli in più (non da ammonizione), giocare con più umiltà. E un po' all'antica. In questo campionato il contropiede paga e anche il Bari ha dimostrato che, se ha spazio, può far male in ogni momento con i giocatori che ha. Quindi non è una questione di rinforzi, che servono solo per infoltire numericamente la rosa, ma di un approccio fisico, tattico e tecnico .adeguato al campionato. Se sapremo capire la lezione, la batosta del derby potrà essere un punto di svolta.

Felice Di Gennaro

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Sezione: Lettera del Tifoso / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 17:00
Autore: Redazione TuttoBari
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