Vincere aiuta a vincere...

08.08.2016 13:00 di Andrea Dipalo   Vedi letture
Il Direttore, Andrea Dipalo
Il Direttore, Andrea Dipalo

Chi si accontenta gode. In fondo, aspettarsi di più dal Bari in questa fase della preparazione sarebbe stato folle. Senza dimenticare i noti capovolgimenti societari che, in un modo o nell'altro, stanno condizionando questa prima parte di stagione, in cui la squadra - prima in Trentino ora in Puglia - sta cercando di assorbire quanta più benzina. 

Prima del Cosenza in Tim Cup, nessun test di riguardo. I calabresi, dunque, la prima vera verifica di spessore per i ragazzi di Stellone, che hanno saputo gestire (e vincere) una partita che, al di la del livello (piuttosto modesto) degli avversari, non era per nulla semplice e scontata. Anche in virtù di un terreno di gioco davvero imbarazzante. Ma questa è un'altra storia.

Il mister biancorosso, nel post gara, è apparso soddisfatto ma soprattutto sorridente. Stellone sa perfettamente che ci sono ancora tante sfumature da definire ma, ad inizio agosto e con una rosa ancora da completare, può anche andare bene così. Sabato contro il Palermo il test più probante, in cui allenatore e giocatori vorranno ben figurare. Vincere aiuta a vincere, si diverte a ripetere l'ex Frosinone. E come dargli torto. 

LAVAGNA TATTICA - Il 4-4-2 inizia a prendere forma e dimensione. La ricerca spasmodica del gioco sulle fasce, con gli esterni che una volta attaccano la profondità e un'altra tagliano in mezzo; con le punte che si incollano per dialogare; con i terzini che, poveracci, son costretti a fare quanti più chilometri sulle rispettive corsie; con il lavoro, spesso oscuro ma prezioso, dei mediani in mezzo al campo. Insomma, la mano del tecnico si vede già. A colpire in positivo sono soprattutto i movimenti senza palla degli attaccanti e gli schemi da calcio da fermo. In definitiva, c'è di che essere soddisfatti: il Bari che sta nascendo pare poter recitare un ruolo interessante nel prossimo campionato. Senza fissare obiettivi o vendere fumo per ottenere abbonamenti, ma con la certezza che ognuno stia facendo il proprio dovere. A iniziare dal tecnico, che ora aspetta gli ultimi sussulti dal mercato per completare lo spartito da far recitare ai suoi interpreti.