Brienza trequartista? No, è un tuttofare: fulcro imprescindibile

10.11.2018 14:00 di Gianmaria De Candia  articolo letto 5549 volte
Brienza trequartista? No, è un tuttofare: fulcro imprescindibile

Sono passati poco meno di due mesi dall'inizio dell'avventura del Bari nel Girone I di Serie D ma è già possibile effettuare un primo bilancio sugli uomini chiave di mister Cornacchini. I pezzi pregiati del calciomercato risultano tra i calciatori più utilizzati: Bolzoni, Di Cesare e Hamlili (oltre a Marfella). Discorso a parte per Floriano, l'uomo di maggiore pericolosità offensiva, che ha però pagato alcuni problemi fisici. Tuttavia nelle ultime giornate è tornato alla ribalta la posizione di Franco Brienza.

Il tecnico Cornacchini lo ha definito, in più occasioni, ai microfoni dei giornalisti come l'elemento di cui è impossibile fare a meno: "Se Brienza sta bene, anche con una gamba sola, gioca. Non può non giocare in questa categoria, fa sempre la differenza. Troverò sempre una collocazione per lui". Non è un caso, che da quando il classe '79 è tornato ad un discreto livello di condizione fisica, è stato schierato tra i titolari con continuità. Nelle ultime giornate il suo ruolo ha però subito un'evoluzione con il passaggio al 4-2-3-1

Definirlo come un semplice trequartista sarebbe infatti riduttivo. In campo è, allo stesso tempo: un regista, un rifinitore e il collante tra i reparti. La sua intelligenza nel gestire il pallone e aprire il gioco è fondamentale sia nella manovra offensiva che in fase d'uscita dal pressing avversario. Brienza non crea disagio svariando continuamente la sua posizione, normale con l'avanzare dell'eta, ma semplicemente collocandosi al punto e al momento giusto. Privo di determinati compiti tattici a livello difensivo, è libero di sfoggiare tutto il talento e la qualità agli ordini della squadra. Importante è anche il contributo sulle palle inattive, corner e punizioni sono sempre compito suo. 

Difficilmente lo si vede in area di rigore, preferisce mantenersi sulla trequarti offensiva e servire i compagni con passaggi perfetti. Dai suoi piedi nascono la maggior parte delle occasioni pericolose del Bari ma i numeri non lo supportano: l'unico assist decisivo è stato confezionato proprio domenica nell'azione del 2-1 di Simeri. Discorso diverso per la realizzazione personale. Solo due volte è andato vicino alla rete, nei match contro Locri (miracolo del portiere su un sinistro ravvicinato) e Turris (traversa su punizione al '95). Numeri da migliorare ma non così fondamentali ai fini del suo rendimento per la squadra. 

Molto importante sarà, invece, la gestione di Brienza nella prossima settimana, in cui il Bari sarà chiamato in causa per tre volte: Città di Messina, Castrovillari e Palmese. Probabile, dunque, un minutaggio più contenuto (staffetta con Bollino o Neglia e cambio automatico al '60?) per poter essere in campo da titolare nel corso di tutti gli impegni.