L'ex centrocampista del Bari Alessandro Gazzi si è raccontato alla Gazzetta dello Sport in un'intervista nella quale ha avuto modo di parlare della sua autobiografia: "Ci sono tante storie nella storia. Volti, personaggi, discorsi, emozioni. Spesso si va oltre il campo, spero sia passato come messaggio". Ha vestito la maglia biancorossa dal 2007 al 2011 ed oggi è collaboratore di Marco Zaffaroni, nonché appassionato di scrittura: "Faccio l’allenatore nello staff di Zaffaroni, studio e guardo tante partite. Nel frattempo scrivo. Mi aiuta a ordinare i pensieri. Non so se esistono altri giocatori-scrittori, non credo. Spero qualcuno inizi, sarebbe un confronto utile".

Nel libro è contenuta anche una parte relativa alla sua esperienza al Bari con cui ha raggiunto la Serie A sotto la guida di Antonio Conte: "Era un Conte agli inizi, ma già si vedeva la sua impronta. Mi impressionò per la sua ambizione e la sua preparazione maniacale. Ricordo sedute intere spese a provare una giocata all'infinito. Antonio era incredibile. Riusciva sempre a sorprenderti. Una volta, il giorno dopo una sconfitta, si presentò in spogliatoio e ci lesse una poesia di Kipling. Io mi aspettavo tavoli ribaltati e urla, invece ci diede una lezione citando un poeta. Conservo ancora quel foglio. Vorrei raccontarne un’altra su Conte. A Bari mi disse: “Come te non ce ne sono di centrocampisti in B. Dimostra il tuo valore”. Capisce cosa intendo quando parlo di emozioni? Mi diede una carica unica. Da lì sono diventato un suo soldato al 100%. Per lui sarei andato anche in guerra".

Gazzi ha poi raccontato il suo primo incontro con Bonucci: "A 20 anni giocavo a Viterbo e nelle giovanili c’era Bonucci che faceva il raccattapalle. Me lo disse il primo giorno che ci incontrammo. Era già forte e aveva una grande personalità". Poi sul suo coinvolgimento nel caso calcioscommesse: "Sono stato accusato di omessa denuncia. Io sono una persona riservata, non c’entravo niente con questa storia. Mi sono semplicemente fatto gli affari miei e sono stato coinvolto lo stesso".

La storia di Gazzi è anche legata a quella di Giampiero Ventura, in un rapporto partito a Bari e poi continuato a Torino: "Il fallimento con l’Italia credo l’abbia segnato. È un signore. Con lui mi sono anche scontrato: abbiamo discusso da uomini, affrontando i problemi. Non giocavo e non ero contento, lui mi spiegò. Ho avuto modo di conoscerlo bene, è una persona vera".

Sezione: Gli ex / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 21:00
Autore: Cesare De Pasquale
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