Il Bari è tornato finalmente a parlare sudamericano. Una lingua che molto spesso, proprio a queste latitudini, ha lasciato ricordi indelebili nei cuori dei tifosi biancorossi. Ad aver rispolverato questa fortunata tradizione è stato Rubén Botta, capace di segnare dopo appena due minuti dal fischio d’inizio contro la Paganese. Il primo squillo del trequartista argentino, che già si era messo in mostra con assist, giocate e colpi d’alta scuola, non ha permesso a mister Mignani di vincere la sfida ma la testa della classifica resta intatta.
Prima di Botta, l’ultimo gol dal sapore sudamericano apparteneva ad un altro argentino: la punta Franco Ferrari, che più di due anni fa segnò la sua unica gioia personale nella rimonta nei minuti finali a Rieti. L’esperienza con il Bari non si rivelò esaltante per lui visto l’addio a gennaio, tuttavia sono tanti gli esempi certamente più memorabili.
La prima coppia che regalò le maggiori soddisfazioni fu quella composta dai brasiliani Gegè Gérson Cacapa e Joao Paulo, acquistati entrambi nella stagione 1989/90. Il primo, centrocampista di movimento, visse a Bari quattro campionati di Serie A, intervallati dalle parentesi prima al Fenerbahçe, in Turchia, e poi al Lecce. Divertimento allo stato puro con le gesta di Joao Paulo, che incantava gli spalti grazie al suo immenso bagaglio tecnico, dimostrato a suon di magie e dribbling ubriacanti. Nonostante un gravissimo infortunio che compromise il resto della carriera, il funambolico attaccante, abile anche sui calci piazzati, riuscì comunque a collezionare ben 30 gol tra Serie A, Serie B, Coppa Italia e Mitropa Cup.
Altrettanto significativo l’arrivo di Miguel Angel Guerrero. L’attaccante colombiano, oltre ad aver raccolto 18 reti, si rivelò l’inventore dell’ormai celeberrima esultanza del trenino, nata un po’ per caso ma presto divenuta un autentico simbolo della storia dei galletti.
Gli stessi numeri realizzativi furono raggiunti pure da Nicolas Cordova, regista cileno dal piede fatato e specialista sulle punizioni. Nel 2002 raggiunse a Bari il giovane connazionale Jaime Valdés, già presente da due stagioni e che totalizzò la doppia cifra nei suoi quattro anni e mezzo.
Tra il 2008 ed il 2012 si fecero apprezzare diversi argentini di qualità come Mariano Donda, Emanuel Rivas, Sergio Almiron e Fernando Forestieri. Indimenticabili, però, furono le prestazioni di Paulo Vitor Barreto, il vero trascinatore nell’ultima promozione del Bari in massima serie, quando siglò la bellezza di 25 sigilli stagionali con Conte in panchina. Il carioca sorprese ugualmente in Serie A con 14 gol, mentre non riuscì a ripetersi nel campionato successivo a causa di numerosi problemi, che lo fermano a quota quattro.
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