Nella trasferta casertana, laddove il risultato è decisamente migliore della prestazione offerta dal Bari, spunta una 'nota', lieta, da sottolineare: parliamo di Vincenzo Prisco. ​​​​Piccolo rewind dell'avventura biancorossa del ragazzo campano: giunto dalla Primavera del Napoli, come tanti prima di lui, ha rappresentato l'ultimo arrivo di un centrocampo che necessitava di un altro nome, più 'strutturato' e pronto alla categoria. Al comunicato d'annuncio della sua firma, non è seguita alcuna foto di rito con la nuova maglia, nessun allenamento coi compagni, nessuna convocazione. 

Poi, col Sorrento, la prima chiamata. Qualche giorno dopo, durante la sua conferenza di presentazione, il dg Marino ha svelato l'arcano della sua assenza: una mononucleosi ed un forte attacco febbrile che l'hanno costretto all'indisponibilità. Una volta arruolabile, però, Prisco ha raccolto ridottissimi scampoli di minutaggio contro Cosenza e Giugliano. Ieri, il primo vero banco di prova, dato l'infortunio di Grgic al 51esimo. Ebbene, il subentro del classe 2008 è stato incoraggiante. Ha dato un po' di fosforo alla manovra biancorossa, sin lì lenta e monocorde; ha ridotto con ordine, geometrie e senso della posizione lo scollamento tra reparti; nessuna giocata da stropicciare gli occhi, ma un ingresso pulito a cui, non casualmente, è coinciso il 'risveglio' del Bari dopo il nulla dei primi quarantacinque minuti (ed annesso inizio ripresa). Nelle nostre pagelle, rientra nel podio dei migliori assieme a Gomez e Cerofolini, nella recente tappa del 'Pallone d'oro biancorosso' è tra i più votati. Tra la Coppa Italia e la Scafatese, c'aspettiamo quella tanto attesa titolarità che sa di prova del nove. Potrà Prisco essere una risorsa nella rincorsa al Potenza? 

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 20:00
Autore: Piervito Perta
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