Nelle ultime due sfide dei biancorossi, mister Vivarini sarà rimasto certamente soddisfatto delle sue intuizioni, scaturite dai cambi da lui stesso effettuati. Ingressi dalla panchina che si sono rivelati davvero decisivi nel corso dei minuti finali di gioco. Chi è entrato, infatti, ha regalato gol importanti per raggiungere o consolidare il risultato.

Un evento che non era capitato spesso con l’allenatore abruzzese, dato che sovente i galletti subentranti non sono riusciti ad incidere quanto ci si aspettava. Negli scorsi centottanta minuti, però, il trend sembra esser finalmente cambiato. Già contro la Viterbese D’Ursi, subentrato al 59’ in luogo di Terrani, ha regalato un insperato pareggio proprio sul gong finale. Allo stesso modo al San Nicola con il Rieti, sempre nei minuti di recupero, prima Neglia e poi Maita (subentrati rispettivamente all’80’ ed al 68’) hanno messo in ghiaccio una gara in quel momento più viva che mai. Inoltre, concedendosi tutti e due il lusso di timbrare il loro primo gol stagionale con la maglia del Bari.

Queste tre reti giunte dalla panchina fanno ben sperare per il futuro, dove la maggior fiducia sembrerebbe riposta proprio nel mordente mostrato dalle cosiddette riserve. Fino al termine del girone d’andata, per mister Vivarini l’unico cambio rivelatosi poi azzeccato era stato quello di Terrani al cospetto della Vibonese, a cui realizzò il gol del pari. Nelle prime cinque gare con Cornacchini in panchina, invece, ancora D’Ursi fu autore del raddoppio contro la Sicula Leonzio, mentre Ferrari, nuovamente con il Rieti, pareggiò la sfida poi vinta all’ultimo istante grazie al rigore di Antenucci.

La Reggina, anche in questo aspetto, detta legge con i suoi 10 gol giunti dai propri sostituti. Il Bari adesso ha voglia di attingere a piene mani dalla sua lunga panchina. Cercando di migliorarsi soprattutto da questo importante punto di vista, che potrebbe davvero dimostrarsi vincente e decisivo nel rush finale di campionato.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 21 Gennaio 2020 alle 20:30
Autore: Gabriele Bisceglie
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