​Il calendario non concede più sconti e la sfida di sabato al San Nicola contro la Reggiana assume i contorni di un vero e proprio bivio stagionale: dopo il pesante passaggio a vuoto di Pescara, il Bari si ritrova a dover gestire una pressione altissima in quello che è, a tutti gli effetti, uno scontro diretto dai risvolti pesantissimi. Non si tratta solo di muovere una classifica che vede i biancorossi fermi a 28 punti contro i 29 degli emiliani, ma di blindare il discorso dei confronti diretti: in un campionato così equilibrato, dove l'ammucchiata a ridosso della zona retrocessione coinvolge cinque o sei squadre in pochissimi punti, il bilancio delle sfide incrociate potrebbe diventare il giudice supremo a fine maggio.

​Vincere sabato significherebbe non solo scavalcare i granata in graduatoria, ma anche assicurarsi un vantaggio psicologico e matematico fondamentale in caso di arrivo a pari punti, dato che su questo sono già in vantaggio gli avversari avendo vinto all'andata: la maturità e consapevolezza chiesta da Moreno Longo deve tradursi in una gestione della gara lucida, evitando di farsi travolgere dall'ansia di un risultato che scotta. Il San Nicola deve non sarà quel fortino capace di intimidire l'avversario, ma deve aiutare comunque ad alimentando quella piccola fiammella di entusiasmo che la batosta dell'Adriatico ha rischiato di spegnere: la squadra deve scendere in campo con la presunzione agonistica di chi sa che un errore, in questo momento del percorso, potrebbe avere ripercussioni difficili da sanare nelle giornate rimanenti.

​L'atteggiamento visto nelle ultime uscite casalinghe deve essere il punto di partenza per scardinare una Reggiana che arriverà in Puglia con l'obiettivo di difendere il minimo vantaggio e giocare sui nervi di un ambiente ferito: la cattiveria agonistica non dovrà però sfociare in irruenza gratuita, considerando anche la situazione delicata dei diffidati che pende come una mannaia sulle scelte del tecnico. Il Bari ha il dovere di riprendersi il proprio destino senza guardare ai risultati di Mantova o Spezia, perché la salvezza passa inevitabilmente dalla capacità di vincere queste "finali anticipate" che valgono doppio per il morale e per la matematica dei criteri di sbarramento.

​Non è più il tempo dei calcoli o delle timidezze tattiche: contro la Reggiana è già un clima da dentro o fuori. La squadra totalmente nuova forgiata da Longo ha dimostrato di avere i colpi per far male, ma ora deve dimostrare di saper reggere l'urto della responsabilità quando il pallone scotta più del solito: una vittoria rimetterebbe i biancorossi in una posizione di relativo controllo, mentre un passo falso complicherebbe terribilmente il cammino verso una permanenza in categoria che resta l'unico, vitale obiettivo di questa tormentata stagione

Sezione: News / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 10:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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