Il pareggio di Padova ha confermato che il Bari possiede le risorse per cambiare marcia, ma ha anche ribadito l’urgenza di trasformare il potenziale estetico in risultati tangibili: proprio su questo tasto ha battuto Moreno Longo, che in conferenza stampa ha scelto di usare bastone e carota con i suoi giovani più promettenti. Il tecnico ha sottolineato come la squadra debba agire con un atteggiamento diverso coinvolgendo il maggior numero di giocatori possibile, dai quinti ai centrocampisti, cercando soluzioni che vadano oltre il semplice schema: l’obiettivo è quello di essere pericolosi in ogni situazione, dalle palle inattive fino alle azioni personali che finora sono mancate per garantire quella presunzione agonistica necessaria a spaventare gli avversari.

Il focus dell'allenatore si è spostato poi con precisione chirurgica su De Pieri e Cavuoti, ai quali è stata chiesta esplicitamente una maggiore concretezza negli ultimi metri del campo: se l’ingresso di De Pieri all’Euganeo è stato giudicato positivo per piglio e intraprendenza, Longo non ha nascosto il rammarico per due ripartenze gestite con troppa leggerezza che avrebbero potuto cambiare il volto della classifica. Il messaggio ai ragazzi è chiaro e non ammette repliche: il talento deve essere finalizzato a giocate che determinano il risultato, perché nel calcio dei grandi non basta saltare l'uomo se poi manca quel passo finale per diventare cattivi e spietati sotto porta. Questo "step" evolutivo rappresenta il vero spartiacque tra un giovane di belle speranze e un calciatore capace di trascinare il Bari fuori dalle sabbie mobili della zona salvezza.

Tutto ciò fa parte di un percorso di crescita fisiologico, ma la sensazione è che il tempo delle attese stia per scadere a fronte di un attacco che fatica maledettamente a inquadrare lo specchio della porta: Longo vuole che i suoi giovani sentano il peso specifico di ogni pallone giocato, elevando il livello di maturità e consapevolezza nelle scelte decisive. Se il Bari riuscirà a trovare questa ferocia offensiva, unita alla solidità di un reparto arretrato che deve ancora rodarsi perfettamente per evitare le amnesie alle spalle, allora la rincorsa su Spezia e Reggiana potrà assumere tutto un altro sapore: la ricerca della qualità non deve più essere un esercizio di stile, ma l'arma affilata con cui dare finalmente un senso compiuto a questa stagione ancora troppo incompiuta.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 26 febbraio 2026 alle 21:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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