Doveva essere il perno del nuovo corso, l’uomo chiamato a dare qualità e personalità al centrocampo biancorosso. A distanza di mesi, però, la stagione di Pagano racconta una storia diversa, fatta di occasioni mancate e di uno spazio progressivamente ridotto fino a trasformarlo, nelle ultime settimane, in un semplice spettatore.

Arrivato in estate con grande fiducia e su precisa indicazione dell’allora tecnico Caserta, Pagano era stato subito investito di un ruolo centrale nel progetto. Le prime giornate di campionato lo avevano visto stabilmente nell’undici titolare: una scelta chiara, quasi programmatica, per costruire il gioco attorno alle sue qualità tecniche. Visione, pulizia nel palleggio, capacità di muoversi tra le linee e di agire anche da trequartista: il profilo era quello del centrocampista moderno, capace di unire quantità e qualità.

Un'avvio, però, poco lineare. A buone prestazioni si sono alternate partite meno incisive, senza quella continuità necessaria per diventare un punto fermo. Con il passare delle settimane e il cambio di assetto tattico il suo ruolo si è progressivamente ridimensionato. Le nuove esigenze di equilibrio e le difficoltà della squadra hanno finito per penalizzarlo, facendolo scivolare indietro nelle gerarchie.

Il dato che più colpisce riguarda la continuità: l’ultima gara da titolare risale a inizio dicembre. Da quel momento cinque ingressi a partita in corso, senza riuscire a lasciare un segno concreto, e ben sei panchine senza minutaggio. Numeri che fotografano una stagione fin qui poco brillante, impreziosita soltanto da un assist e lontana dalle aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo in Puglia.

Nemmeno il cambio in panchina e l’arrivo di Longo hanno modificato lo scenario. Nonostante l’incertezza del mercato invernale e le voci che lo hanno coinvolto, Pagano è rimasto a Bari, scegliendo di continuare a giocarsi le sue chance in biancorosso. Una decisione che testimonia professionalità e volontà di riscatto, ma che finora non ha trovato riscontro in termini di spazio.

A marzo il Bari è entrato nella fase decisiva della stagione, con una salvezza ancora da conquistare. Pagano, da possibile asse portante del centrocampo a comprimario silenzioso, è chiamato a cambiare marcia. Il talento non si discute, ma ora servono segnali concreti. Per tornare protagonista e riprendersi quel ruolo che, solo pochi mesi fa, sembrava già suo.

Sezione: News / Data: Gio 26 febbraio 2026 alle 22:00
Autore: Martina Michea
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