Cinque gol incassati nelle ultime quattro gare, tre dei quali tutti nella mezzora di black-out che è costata la vittoria contro la Feralpisalò. Erano stati otto, invece, in quelle sfide che vedevano Michele Mignani sulla panchina biancorossa: nel complesso, dunque, i dati sono tutt'altro che negativi e pongono il Bari in una ipotetica parte sinistra della classifica nella graduatoria fra le squadre che hanno subito meno gol in campionato. Nello specifico, Brenno ha raccolto il pallone dalla sua porta in tredici occasioni, con sette formazioni di B che hanno fatto meglio e dodici meglio.
Nello specifico, però, cosa è cambiato con la cura Marino? Due delle gare con il nuovo tecnico, da questo punto di vista, sono state le più positive della stagione. Contro Ascoli e Modena i biancorossi hanno registrato infatti il dato migliore per quanto riguarda gli expected goals against, ovvero le occasioni potenziali che gli avversari hanno creato contro il Bari (rispettivamente 0.4 e 0.3). Il fatto che anche con Pisa e Como i pugliesi avessero subito poco evidenzia come in altre uscite stagionali Di Cesare e compagni siano stati egualmente in grado di serrare le righe e difendere bene la porta di Brenno.
A questo va aggiunto un altro fattore: il fatto che il Bari in alcune circostanze abbia subito tanti tiri non significa necessariamente che l'avversario sia stato effettivamente pericoloso in più occasioni. Si prenda ad esempio la gara contro la Cremonese, ovvero la squadra che più volte è arrivata alla conclusione contro i biancorossi (25 volte). Se si esclude una clamorosa occasione capitata a Bonaiuto su regalo di Zuzek, in tutte le altre situazioni la compagine allora guidata da Ballardini ci ha provato o dalla distanza o con colpi di testa in situazioni tutt'altro che favorevoli, con attaccanti marcati o in posizione non ideale per creare pericoli.
Modena, Ascoli e Brescia, d'altro canto, sono tre delle quattro partite (l'altra è contro il Pisa, quella che numeri alla mano è stata la migliore prova difensiva con Mignani in panchina) in cui gli avversari, concludendo verso la porta, l'hanno fatto da maggiore distanza, segno di minore pericolosità. Cosa ne emerge, dunque, da questo quadro variegato? In tutto il campionato il Bari ha sempre avuto una difesa stabile, come si evince dal fatto che in una sola occasione sia stato incassato più di un gol. Con Marino in panchina i numeri suggeriscono un buon passo in avanti contro Modena e Ascoli, vanificato dal brusco contraccolpo di Piacenza. Resta una traccia su cui lavorare, da abbinare ad un atteggiamento maggiormente proattivo che vede i pugliesi cercare maggiormente il possesso e il controllo della gara.
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