Raffaele Pucino rappresenta, per continuità e peso specifico nello spogliatoio, uno dei pilastri su cui il Bari ha fondato la propria identità negli ultimi anni. Arrivato in biancorosso nel settembre del 2021, è uno dei pochissimi superstiti della vecchia guardia rimasti dopo l’ennesima rivoluzione estiva, incarnando un’idea di appartenenza sempre più rara nel calcio moderno. Le 127 presenze complessive, arricchite da 3 gol e 6 assist, certificano un percorso lungo e coerente, fatto più di affidabilità che di luci della ribalta, ma non per questo meno prezioso.
Nel corso di questa stagione Pucino ha collezionato 11 presenze complessive, 6 delle quali con la fascia da capitano al braccio. Il suo avvio di campionato non lo aveva visto stabilmente al centro del progetto tecnico, tanto da sembrare inizialmente scivolato indietro nelle gerarchie. Il cambio in panchina e il ritorno di Vincenzo Vivarini hanno però restituito centralità alla sua figura, rilanciandolo come riferimento della retroguardia. Nelle occasioni avute a disposizione sotto la nuova gestione, si è fatto trovare puntuale e affidabile, guidando la linea difensiva e restituendo ordine e sicurezza a un reparto spesso in affanno.
Dal punto di vista tecnico-tattico, Pucino non è mai stato il difensore appariscente o dominante sul piano atletico. Il suo valore risiede nella lettura delle situazioni, nella capacità di guidare la linea e di gestire i momenti della partita con esperienza. Con Vivarini è tornato a essere una presenza costante nelle scelte difensive, diventando un punto di riferimento attorno al quale si è cercato di ricostruire equilibrio. Le sue prestazioni recenti parlano di attenzione, comunicazione continua e leadership silenziosa, qualità che raramente emergono nei numeri ma che incidono profondamente sul rendimento collettivo.
C’è poi un tema di maturità e di ruolo all’interno del gruppo. Pucino non è più soltanto un veterano per anzianità di servizio, ma un vero punto di riferimento emotivo. La fascia da capitano indossata più volte in stagione non è un dettaglio simbolico: testimonia la fiducia dello staff e dello spogliatoio in un calciatore che, nei momenti di difficoltà, sa prendersi la responsabilità di tenere compatta la squadra. In una rosa rinnovata e spesso discontinua, la sua presenza ha rappresentato una bussola nei momenti di smarrimento.
Con la finestra di mercato aperta e la possibilità che il club intervenga per rinforzare il reparto arretrato, resta da capire se Raffaele Pucino manterrà un ruolo centrale anche nei prossimi mesi. La sua esperienza, la leadership mostrata nelle ultime uscite e la fiducia ritrovata con Vivarini lo pongono oggi come un punto di riferimento, ma il campo e le scelte tecniche decideranno quanto questo ruolo resterà stabile in una difesa destinata, forse, a cambiare volto.
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