Quando la salvezza diventa, inaspettatamente, l'imperativo di una realtà blasonata come Bari, due sono le strade: o chiamare nomi vissuti, che ben conoscono le fatiche della categoria e del compito, o affidarsi a cespiti che devono portare spensieratezza e brio, contando sulla loro voglia di dimostrare.

Stando alle manovre biancorosse in sede di mercato sinora, pare che sia stata preferita la seconda. Soprattutto sulla trequarti, dove roboanti figure hanno deluso nel recente trascorso. Basti pensare agli ofuscati Partipilo e Antonucci, sull'uscio dopo un girone d'andata di nessun guizzo e, parzialmente, anche Castrovilli, chiamato al riscatto. Di chi già c'è, l'unico giovane, classe 2006 d'altronde, si chiama Emanuele Rao. Nè Caserta nè Vivarini gli hanno dato troppa continuità e titolarità nelle scelte. Col ritorno di Moreno Longo, a Cesena, subito in campo dal primo minuto e fautore di un importante gioiello al 51esimo, decisivo quanto Moncini nella vittoria emiliana. Accanto a lui, Giacomo De Pieri, coetaneo ma di qualche mese più piccolo. Arrivato prima di Carrara dal vivaio interista, ha avuto anch'egli la sua prima chance dal nuovo tecnico, mostrando cenni incoraggianti col passare dei minuti e una duplice veste di trequartista e seconda punta, interessante nel proseguo del campionato.

Linfa e qualità che giunge ancora, in quella porzione, con la firma di Nicolò Cavuoti, il più 'grande' del trio (22 anni), ma assai ispirato nella Primavera del Cagliari e, la scorsa stagione, nella Feralpisalò. Piede mancino, grinta da vendere: un'incognita che, per sei mesi, dovrà dare il suo contributo, onde evitare il disastro C. In attesa di ulteriori sviluppi, certamente il Galletto si affida alla 'linea verde', ​​soprattutto là davanti. Rischio o opportunità? Lo scopriremo solo vivendo. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 29 gennaio 2026 alle 12:00
Autore: Piervito Perta
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