Nel prosieguo della nostra intervista ad Alberto Fontana, quattro anni a Bari dal 1993 al 1997, ci siamo focalizzati sulla lotta salvezza e sul Cesena, città che ha dato i natali all'ex portiere. Ecco le sue parole.

Su Bari: "Giocare in piazze come Bari è un conto, giocare da altre parti è una storia diversa. Il pubblico è esigente e c'è un'attenzione maggiore da parte di tifosi e addetti ai lavori. Per un giocatore questo deve essere uno stimolo ma può essere anche una spada di Damocle. Mi auguro che i giocatori ora siano pienamente calati in quello che è il momento e farsi forza per queste ultime partite".

Su Longo: "L'allenatore, in questo tipo di gare, deve pretendere che la squadra abbia un certo tipo di approccio e un grande attaccamento verso quello che è l'obiettivo finale".

Sulla lotta salvezza: "La serie B è sempre imprevedibile: l'Entella, fino a qualche settimana fa, sembrava tranquillo mentre ora è pienamente nella bagarre. Il Pescara sembrava essersi ripreso e, invece, ha sprecato diverse occasioni. Il Bari deve essere bravo ad approfittare di questi incastri fortunati e fare la sua parte. La salvezza diretta ora è il sogno ma anche l'obiettivo che va perseguito".

Sul Cesena, squadra della sua città: "La squadra è da due anni in zona play-off e non può vantare, di certo, uno dei budget più alti della B. Ora c'è un periodo di transizione che, dura dall'arrivo di Cole e che, probabilmente, mira a un progetto di lungo termine che partirà dalla prossima stagione. Il Cesena è una squadra che, storicamente, punta sui giovani e poi rivende quelli di maggior qualità. Questa è stata una strategia che ha spesso condotto i romagnoli a risultati di altissimo spessore. Per Cole ci vorrà un periodo di adattamento alla nostra lingua e al nostro calcio e poi potrà mostrare le sue qualità anche da tecnico".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 21:00
Autore: Armando Ruggiero
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