Con Mauro Bressan, nel proseguo della nostra intervista, ha trovato spazio anche un'analisi dell'alta Serie B: 

"Innanzitutto complimenti al Venezia, che ha sempre dimostrato di essere la più forte, ed al Frosinone, che mi ha sorpreso con giocatori non fortissimi ma validi sulla carta ed un allenatore che li ha fatti giocare in modo propositivo e divertente. Credo la lotta sia tra Palermo e Monza, laddove credo che il Frosinone non perda all'ultima. Conteranno le forze e la classifica. Punterei sui rosanero e, come ambiente, mi piace l'entusiasmo che trasmette la piazza. Da romantico, è una realtà del sud che merita e deve ambire ad alti palcoscenici". 

A domanda circa un'istantanea precisa dei due anni (dal '97 al '99) dell'ex a Bari, segue questa sentita risposta: "Sono veramente tanti i momenti belli, in campo e fuori. Vedendo il calcio moderno, mi è rimasto dentro il gruppo, la nostra forza e le trasferte di tanti chilometri in pullman. Era la componente fondamentale per darsi una mano, peraltro tutto italiano, con gli svedesi e danesi di turno che erano però molto inseriti. Mi rimane quindi l'amicizia maturata coi compagni".

Nel 2018, Mauro fondò la National Football Academy, mirata allo sviluppo dei giovani dai 6 ai 14 anni. Quel progetto, però, è ora finito, causa problemi che riconducono alle fragilità del nostro calcio: "Ho trovato delle difficoltà ed ho fatto un passo indietro: nei vari club, ho visto che molti tecnici volevano il risultato e le vittorie e non la crescita dei ragazzi, che era l'unica cosa su cui puntavo. Questo è uno dei tanti problemi del nostro calcio: c'è troppa pressione sui giovani e gli allenatori sono più protagonisti di loro. Noi giocavamo affinché la fantasia venisse fuori. Da lì poi si arriva ai pochi italiani in campo, dato che le società hanno più facilità di spesa all'estero. Ed ecco perchè ci troviamo per il terzo anno consecutivo fuori dal Mondiale".

Sezione: Esclusive / Data: Mar 05 maggio 2026 alle 07:00
Autore: Piervito Perta
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