Il giornalista e celebre volto di Cronache di Spogliatoio, Giuseppe Pastore, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per commentare la situazione del Bari partendo dalla finale Playoff contro il Cagliari che ha fatto da spartiacque nella gestione De Laurentiis: "Dopo quell'11 giugno 2023 c'è stato un bruttissimo effetto rimbalzo. Dopo la sconfitta contro il Cagliari l'entusiasmo si è trasformato in frustrazione. La proprietà ha sottovalutato il fatto che il campionato di Serie B può farti precipitare in pochi mesi dalla zona playoff a quella playout. I tanti cambi di allenatore ed organico hanno poi peggiorato la situazione. Non è facile gestire una piazza così ambiziosa che però è depressa. Però ad un certo punto mi sembra che la proprietà non ci abbia nemmeno provato e che sia emerso un certo risentimento nei confronti della piazza. Ed ora si è arrivati a questa noia che paradossalmente si è ravvivata ora che il Bari lotta per non retrocedere".

È evidente la spaccatura tra società e tifosi, come sottolineato anche dal giornalista pugliese: "Anche altre piazze, come Lazio e Torino, hanno voglia di cambiare proprietà. Vedo uno scollamento della famiglia De Laurentiis rispetto al Bari. Però per vendere c'è bisogno di un compratore. Il Bari ha bisogno di una proprietà che decida di investire e che non si accontenti di galleggiare. Non servono miliardari, servono idee".

Ed ancora il giudizio sui giocatori che quest'anno si sono fatti notare sia in positivo che in negativo: "Mi sono piaciuti Cerofolini, Moncini e Rao che sicuramente andrà via. Alcuni sono un po' spariti, altri non si sono minimamente calati nell'ambiente Bari come Gytkjaer. L'errore di fondo è comprare giocatori che non sposano il progetto o perché in prestito oppure perché vengono travolti dal clima cupo e negativo dell'ambiente. Molti si limitano a vivacchiare in attesa della fine della stagione. Il Bari non ha le carte in regola per retrocedere. Se si rischia ciò è perché sono stati fatti errori su tutti i fronti". 

Moreno Longo è ritornato per risollevare le sorti della squadra, ma al momento il destino del Bari resta appeso ad un filo: "Con Longo non è cambiato granché, ma il problema non è l'allenatore. Oggi allenare il Bari sarebbe difficile per chiunque. Il cambio di tante guide tecniche molto spesso è dettato non da una vera strategia, ma dalla volontà di smuovere un po' le acque. Anche altre squadre come Spezia e Reggiana hanno cambiato tanto senza poi ottenere grandi svolte positive". 

Negli ultimi novanta minuti si decide il futuro del Bari e resta ancora valida l'opzione salvezza diretta: "Spero che il Bari affronti l'Entella se dovesse andare ai playout, anche se a Chiavari si andrebbe a giocare in un campo complesso. Il Bari è fortunato ad affrontare il Catanzaro che non ha ipotecato il quinto posto e che ha motivazioni minori. Ma se il Bari gioca come ad Avellino, perde ancora. Il Bari deve scendere in campo con l'atteggiamento dello scorso venerdì e con la consapevolezza che dipende tutto da lui e che anche un pareggio garantirebbe i playout. La partita non è così impossibile e quindi deve provare a vincere per sperare nella salvezza diretta". 

Pastore segue il Bari da tanti anni e questa squadra è annoverata tra le più deludenti che abbia mai visto: "Il Bari di quest'anno si candida autorevolmente tra i più brutti, non tanto per la povertà del gioco ma per il senso di distacco dal pubblico. Quello di due anni fa non era così, nonostante si salvò all'ultimo almeno trasmetteva appartenenza. Il Bari che ricordo con maggior ammirazione è stato quello di Ventura, anche meglio di quello allenato da Conte. Era una squadra stupenda, che aveva battuto la Juventus e le grandi squadre senza guardare in faccia a nessuno". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 10:00
Autore: Cesare De Pasquale
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