Venerdi prossimo sapremo il destino del Bari. I biancorossi a Catanzaro conosceranno quale sarà il risultato finale di questa stagione ma, ad oggi, si può benissimo fare un primo grosso bilancio di questa annata. E, indubbiamente, non si può parlare di sorrisi. Anzi. Questa stagione si può tranquillamente catalogare tra le peggiori della storia del Bari e con un epilogo che potrebbe essere ulteriormente disastroso.

Eppure le premesse ad inizio annata sembravano essere completamente differenti. Da più parti, infatti, si parlava di campionato importante, da protagonista, in totale discontinuità dalle due precedenti stagioni. La società, con il lavoro dei due direttori sportivi Magalini e Di Cesare, pensava di poter competere per un posto nei play off e di potersela, dunque, giocare sino in fondo. Gli acquisti fatti durante l'estate avevano fatto presagire ad un campionato fatto di colpi importanti, di qualità di un certo spessore e di uno spirito di squadra ricostruito a dovere. Si era scelto Fabio Caserta per proporre al pubblico biancorosso uno spettacolo degno della storia del Bari. Bel gioco e giocatori di esperienza. Il presidente De Laurentiis aveva garantito maggiore presenza e interesse, maggiore vicinanza alla squadra e un'annata migliore rispetto a quella precedente. Niente di tutto questo.

Con Fabio Caserta il Bari non ha mai sterzato. Tutto ciò che si era promesso si è liquefatto, con l'ex allenatore del Catanzaro che non è mai riuscito a creare un vero gruppo e una squadra che potesse degnamente rappresentare la città per i traguardi prefissati dalla società. Non contento ed evidentemente contrariato dalla situazione creatasi, De Laurentiis ha optato per il cambio in panchina con l'arrivo ( o meglio) il ritorno di Vincenzo Vivarini. Una scelta che si è rivelata peggio del male con numeri impietosi e una condizione di squadra sempre più precaria. Con il mercato di gennaio in piena evoluzione, la società ha deciso, in primis, di allontanare Magalini affidando la direzione sportiva al solo Di Cesare e poi, in secondo luogo, con risultati sempre più sconcertanti e uno spogliatoio dilaniato, ha richiamato quel Moreno Longo messo da parte l'estate scorsa per evidenti contrasti con l'ambiente biancorosso sia sul piano dei programmi che su quello delle prospettive. E, forse, anche per qualche rapporto non certo idilliaco con qualcuno.

Il ritorno di Longo è coinciso con qualche luce sul piano dei risultati e con l'arrivo di alcuni giocatori richiesti proprio dal tecnico torinese. Quando sembrava che le cose si stessero mettendo meglio, sono arrivate alcune batoste che hanno profondamente inciso sul cammino del Bari che già risultava precario prima che tornasse Longo. Il baratro si è raggiunto a Pescara senza dimenticare i due capitomboli pesantissimi interni contro Sudtirol e Carrarese. Una dimostrazione di pochezza disarmante unita poi ad alcune scelte di Longo che sono sembrate più punitive che tecniche, esternando, spesso, davanti ai microfoni, malumori e palesi critiche alla squadra. Dall'incubo di una serie C difatti dietro l'angolo con una collezione di sconfitte impressionanti nelle ultime partite ( emblematica l'ulteriore disfatta di Avellino) si è, improvvisamente, riaccesa una fiammella di speranza nella vittoria sofferta e stiracchiata contro la Virtus Entella. Una nuova iniezione di fiducia in una stagione davvero senza razionalità ma con ancora la possibilità di poter rimanere in serie B. Venerdi sapremo il destino della compagine di Longo e del presidente De Laurentiis. Sarà disastro totale o pericolo scampato?

Sezione: Copertina / Data: Lun 04 maggio 2026 alle 17:00
Autore: Maurizio Calò
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