Sebbene nelle ultime tre partite il Bari abbia mostrato una decisa crescita in termini di punti (sette nelle ultime tre) una delle poche costanti, nell'arco della stagione, è stato il rendimento di Moncini.

L'ex Cesena è arrivato in estate a parametro zero e si è imposto, sin da subito, come il titolare della squadra. L'inizio del campionato, per lui, è stato eccezionale: cinque reti in nove apparizioni. Numeri che lo hanno consacrato come uno dei bomber del campionato. Da quel momento, complice un vistosissimo calo del Bari, Moncini non è andato più in rete. Con l'arrivo di Vivarini la situazione è addirittura peggiorata: per qualche strana ragione l'ex Frosinone gli preferiva Gytkjaer, lasciandolo puntualmente in panchina o regalandogli pochi minuti.

Il ritorno di Longo ha restituito la titolarità all'ariete toscano, che ha ripagato la fiducia segnando a Cesena e Genova. Non solo però: Moncini, spesso, ha tramutato in gol l'unica occasione capitatagli. Nonostante questo il suo apporto è stato molto prezioso, grazie all'enorme lavoro oscuro svolto. Continua pressione in fase di non possesso sul portatore di palla, centimetri per far salire la squadra, ritorno in fase difensiva nel momento del bisogno. Caratteristiche che rendono Moncini un centravanti moderno e che permettono di apprezzarlo anche quando non ha effettive palle gol in attacco.

La titolarità, ora più che mai, è indiscutibilmente sua. Tanti meriti vanno dati a Longo, che ha saputo ridargli centralità, credendo in un ragazzo, che alla lunga, si sta caricando il Bari sulle spalle.

Sezione: News / Data: Ven 06 marzo 2026 alle 19:00
Autore: Armando Ruggiero
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