In una stagione in cui tutto sembrava già scritto — e scritto male — la Sampdoria ha improvvisamente deciso di rimettere mano al copione. Per settimane, i blucerchiati avevano offerto un calcio smarrito, fragile, quasi rassegnato. L’inizio da horror non lasciava margini di ottimismo, e l’idea della salvezza pareva più un auspicio romantico che un obiettivo concreto.

Poi, piano piano, qualcosa si è mosso. E non per caso. Angelo Gregucci ha provato a ricostruire dalle basi, ma soprattutto dalle certezze. Una di queste non si discute: Massimo Coda. L’attaccante, miglior marcatore all time della Serie B, non sta semplicemente segnando — sta tenendo a galla un’intera stagione. E nell’ultima vittoria in casa contro la Carrarese, un pirotecnico 3-2, ha firmato una doppietta che ha il peso specifico dell’oro.

Coda non perdona. E soprattutto non sbaglia quando il contesto brucia. La rinascita doriana passa per Marassi, dove la squadra sta costruendo mattoncino dopo mattoncino il proprio tentativo di fuga dalla zona più pericolosa. Nelle ultime due gare interne sono arrivate due vittorie — contro Juve Stabia e Carrarese — che hanno riaperto scenari fino a ieri impensabili. Non è una metamorfosi definitiva, non è un trionfo annunciato, ma è una traccia. Un percorso che, per la prima volta, va verso l’alto.

Il merito è di un gruppo che ha smesso di guardarsi allo specchio con paura, ma anche di un attaccante che continua a riscrivere la sua leggenda. Coda è il simbolo di un calcio che non invecchia, di un bomber che vive per i momenti decisivi. E forse, proprio da lui, la Sampdoria può ripartire. Perché non è la squadra perfetta, non ha ancora trovato equilibrio, ma adesso ha una strada. E soprattutto ha un uomo che la percorre per tutti: Massimo Coda, la stella che illumina la notte di una salvezza ancora difficile, ma finalmente possibile.

Sezione: Serie B / Data: Mar 09 dicembre 2025 alle 15:00
Autore: Antonio Testini
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