Il Bari che fino a poche settimane fa sembrava smarrito oggi ha un volto diverso. Non è diventato improvvisamente una corazzata, ma ha ritrovato spirito, identità e soprattutto giocatori capaci di incarnare la svolta. Dietro la rimonta biancorossa c’è la mano di Moreno Longo, ma anche un gruppo di uomini che il tecnico piemontese sta valorizzando partita dopo partita. Sono loro il cuore della remuntada che sta riaccendendo le speranze salvezza.

Emanuele Rao, talento e concretezza - Il primo nome da cui partire è senza dubbio quello di Emanuele Rao. L’attaccante classe 2006 è stato subito un punto fermo per Longo sin dal suo arrivo a Bari. Il giovane ex SPAL ha sempre mostrato estro e brillantezza, ma nelle ultime settimane sta aggiungendo anche concretezza al suo gioco. I numeri lo dimostrano: sono già tre i gol segnati dal diciannovenne sotto la gestione Longo. Una crescita evidente, fatta di fiducia, maturità e responsabilità crescenti. Oggi Rao non è più solo una promessa: è uno dei volti della rinascita biancorossa.

Mehdi Dorval, il ritorno del leader - Se c’è un giocatore che rappresenta una certezza per il Bari negli ultimi due anni, quello è Mehdi Dorval. Il filo conduttore della sua crescita porta sempre allo stesso nome: Longo. Con il tecnico piemontese l’esterno algerino aveva trovato la consacrazione nella scorsa stagione sulla fascia sinistra. Dopo qualche difficoltà nella gestione di Vincenzo Vivarini e di Fabio Caserta, Dorval sta ora vivendo un nuovo rilancio. Corsa, qualità e personalità: il suo contributo resta fondamentale per dare ampiezza e imprevedibilità alla manovra del Bari.

Giulio Maggiore, da oggetto misterioso a perno del centrocampo - Tra le storie più sorprendenti c’è quella di Giulio Maggiore. Arrivato dal mercato di gennaio quasi come un oggetto misterioso, l’ex Spezia ha ribaltato le gerarchie. Già nella scorsa stagione aveva fatto intravedere buone cose con Longo in panchina. Oggi è tornato a essere uno dei punti fermi del centrocampo. I suoi inserimenti senza palla, la capacità di dare ritmo e presenza in area stanno diventando un’arma importante per il Bari.

Valerio Mantovani, il leader silenzioso - Tra i fedelissimi di Longo c’è senza dubbio Valerio Mantovani. Lo scorso anno aveva disputato una stagione di altissimo livello in biancorosso, ma in estate non era stato confermato. Dopo una parentesi sfortunata al Mantova, condizionata anche da un brutto infortunio, il difensore è tornato a Bari proprio insieme al suo allenatore. Il campo gli ha restituito subito il suo ruolo. Longo lo ha responsabilizzato ulteriormente, affidandogli spesso anche la fascia da capitano. La crescita difensiva del Bari passa certamente anche dagli innesti di Odenthal e Cistana, ma il riferimento resta Mantovani: leadership, ordine e senso di appartenenza.

Gabriele Moncini, il trascinatore - L’ultimo nome è quello di Gabriele Moncini, uno dei pochi che ha sempre cercato di trascinare la squadra anche nei momenti più complicati della stagione. Punto di riferimento per Caserta e Vivarini prima, lo è anche per Longo oggi. I numeri non sono clamorosi – sette gol stagionali – ma pesano eccome. Alcune reti sono state decisive, come quella segnata a Cesena o quella al Ferraris contro la Sampdoria. Moncini rappresenta il simbolo della lotta: non sempre brillante, ma sempre dentro la partita, sempre pronto a prendersi responsabilità.

Cinque uomini, cinque storie diverse, un unico filo conduttore: la mano di Longo. Il Bari resta una squadra imperfetta, capace ancora di passare dalla sofferenza all’entusiasmo nel giro di pochi minuti. Ma proprio questa follia, oggi, sembra essere diventata la sua forza. E nella lotta salvezza, spesso, basta ritrovare identità e uomini chiave per cambiare completamente il destino di una stagione.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 07 marzo 2026 alle 12:00
Autore: Antonio Testini
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