La sfida del "Ceravolo" è fondamentale, oltre che ovviamente per il futuro della società, anche per alcuni singoli che hanno un passato, con il Bari o con altre squadre, ben più prestigioso rispetto allo spettro di una retrocessione in Serie C e che quindi si giocano, oltre al proprio contratto al Bari o altrove, la faccia della propria carriera

Per chi ha costruito una carriera solida, una retrocessione in Serie C sarebbe un marchio indelebile: una macchia capace di oscurare anni di professionismo vissuti ad alti livelli. Questi leader si trovano ora davanti allo specchio: ma la storia di un calciatore si scrive anche e soprattutto nei momenti di crisi profonda.

In prima linea ci sono i volti di questi anni come Pucino e Dorval. Per il primo, divenuto capitano e poi messo ai margini, la C sarebbe una mazzata ancor più forte per il ruolo di responsabilità guadagnato dopo anni. Il secondo deve invece scuotersi da un'apatia preoccupante durata una stagione intera e che lo rende un lontano parente del Dorval che ha fatto la differenza in questi anni a Bari e che aveva anche sfiorato la Serie A.

Poi c'è Bellomo, che sente il peso di questa maglia più di chiunque altro: il barese sa di non poter legare il suo nome al punto più basso della storia recente del club. Il profilo che rischia di più resta però Maggiore: un calciatore che tra il 2020 e il 2024 ha respirato l'aria della Serie A tra Spezia e Salernitana per ben 5 stagioni con 111 presenze. A soli 28 anni, una retrocessione in Serie C rappresenterebbe un tracollo verticale per la sua carriera: dopo la serie B per due stagioni consecutive, sarebbe un declassamento spaventoso per chi fino a poco tempo fa calcava il palcoscenico più prestigioso.

Infine c'è Gytkjaer: doveva essere l'uomo dell'esperienza delle promozioni a cui aggrapparsi, e invece è stato solo il fantasma di quel vichingo. Dopo un'annata disastrosa in termini di rendimento, di reti e di minutaggio, retrocedere in C sarebbe quasi come chiudere la carriera e nel peggiore dei modi.

A Catanzaro questi uomini giocano per la propria dignità sportiva: serve la cattiveria di chi sa di non avere un domani garantito senza un sussulto d'orgoglio. La Serie B è l'ultima frontiera: fallire l'appuntamento significherebbe accettare un disastro sportivo senza precedenti.

Sezione: Copertina / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 08:00
Autore: Enrico Scoccimarro
vedi letture