Il calcio ama questi incroci. Li cerca, li costruisce, li serve nel momento più delicato. E allora il Bari, all’ultima giornata della regular season, si giocherà la vita contro il Catanzaro trovandosi davanti un volto che in biancorosso ha lasciato un segno profondo: Ciro Polito.

Non sarà in panchina, non andrà in campo, ma la sua presenza aleggerà inevitabilmente sulla sfida del Ceravolo. Perché Polito a Bari ha costruito gran parte della sua credibilità dirigenziale: la promozione dalla Serie C alla B, poi la cavalcata fino alla quasi Serie A, sfumata solo all’ultimo respiro. Anni intensi, di crescita, di intuizioni e di un rapporto forte con la piazza.

Poi, però, qualcosa si è spezzato. La stagione 2023-24 si chiuse nel peggiore dei modi, con il Bari costretto ai play-out e salvo soltanto nello spareggio con la Ternana. Un epilogo traumatico che portò il club a voltare pagina. La scelta fu quella di affidarsi a Giuseppe Magalini, allora proprio al Catanzaro. E a Catanzaro, per sostituirlo, arrivò proprio Polito. Da lì in avanti le strade si sono separate in maniera netta.

Il Bari, nella passata stagione, ha chiuso fuori dai play-off, al nono posto, senza riuscire a rilanciarsi davvero. Il Catanzaro, invece, ha centrato gli spareggi promozione con un sesto posto solido e convincente, guidato da Fabio Caserta.

Ed è qui che il destino ha iniziato a divertirsi. Perché proprio Caserta è stato poi l’uomo scelto da Magalini e Valerio Di Cesare per aprire il nuovo corso del Bari in questa stagione. Un progetto che non ha funzionato, tra risultati deludenti e continui ribaltamenti, fino al ritorno in panchina di Moreno Longo.

Intanto il Catanzaro ha continuato il suo percorso, cambiando guida tecnica ma non ambizione. Con Alberto Aquilani in panchina, i calabresi chiuderanno ancora una volta nettamente davanti al Bari, già matematicamente quinti e certi della propria posizione.

Eppure la classifica, domenica, conterà solo fino a un certo punto. Perché il Catanzaro non ha obiettivi di graduatoria, ma può trovare motivazioni diverse. Professionali, ambientali, magari anche simboliche. Con un direttore che conosce bene Bari, conosce il peso di quella piazza e sa cosa significhi trovarsi con tutto da perdere.

Per il Bari, invece, non ci sono sfumature: c’è soltanto la necessità di salvarsi, almeno dalla retrocessione diretta, e tenersi stretta la possibilità dei play-out. Il paradosso è potente: mentre i biancorossi cercano disperatamente un appiglio, sulla loro strada c’è un ex dirigente che sembra aver trovato altrove continuità, crescita e serenità progettuale.

Le strade si sono divise. Oggi, guardando i risultati, quella di Polito appare più lineare e luminosa. Ma il calcio concede sempre una replica. E il Bari, adesso, ne ha bisogno più che mai. Domenica non si giocherà il passato. Si giocherà il presente. E forse anche il futuro.

Sezione: Gli ex / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 09:00
Autore: Antonio Testini
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