L'estate della ricostruzione in casa Bari è un rompicapo di difficile soluzione. Se da un lato il tifoso più ottimista può lasciarsi affascinare dalle scommesse sui giovani e altri più navigati coi quali Pierpaolo Marino sta gettando le fondamenta di un rinnovato progetto, verso i più disillusi pesa parecchio un forte senso di amaro in bocca proprio alla vigilia dei primi impegni ufficiali in Coppa Italia e in campionato. Ovvero, l'illusione iniziale di poter trattenere gli elementi più preziosi della rosa per azzannare la Serie C con una corazzata da categoria superiore, si è infranta contro un doloroso ed evitabile esodo finale. Gli addii a catena di perni fondamentali come Mathias Verreth, Lorenzo Dickmann e i probabili di Giuseppe Sibilli e Michele Cerofolini, dopo quelli già preannunciati di Pucino e Bellomo, a questo punto del mercato, fanno abbastanza cadere le braccia: se proprio si era deciso di privarsi di questi profili d'incisività superiore, sarebbe stato doveroso venderli all'inizio del calciomercato per pianificare le entrate con calma e incassare risorse fresche, anziché ridursi agli ultimi giorni ad affrettare uscite che impoveriscono l'organico e privano il gruppo di certezze tecniche devastanti per la terza serie.

La gestione della dirigenza lascia così aperti troppi interrogativi sulla programmazione della stagione, perché perdere elementi di questo calibro dopo aver illuso l'ambiente sulla loro permanenza significa complicare la vita a mister Massimo Rastelli: si apprezza indubbiamente l'impegno e la dedizione profusa dal Direttore Generale Marino, chiamato a ricucire il rapporto con la tifoseria con l'umiltà di chi conosce le ferite del pubblico biancorosso, ma la realtà dei fatti dice che adesso la squadra si ritrova appesa anche alla speranza di una serie di scommessine. Il mercato estivo ha infatti virato con decisione sull'inserimento di tanti giovani affamati affiancati a pochissimi singoli di categoria, una scelta affascinante ma ricca di incognite per un campionato ruvido in cui l'esperienza e la qualità dei singoli da categoria superiore avrebbero fatto tutta la differenza del mondo per scavare il solco sulle concorrenti.

La sfida che attende il campo parte dunque in salita sul piano delle garanzie, costringendo l'area tecnica a rincorrere sul mercato gli ultimi tasselli per puntellare una rosa ancora incompiuta: il peso della maglia e l'obbligo di vertice al San Nicola non concedono tempi d'attesa lunghi, ed è per questo che le scommesse piazzate sui nuovi prospetti dovranno trasformarsi da subito in certezze per non trasformare il rammarico dei pezzi persi in una pericolosa palla al piede.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 13 agosto 2026 alle 10:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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