15 maggio 2011: esattamente quindici anni fa cominciava quello che può definirsi, senza troppi dubbi, il periodo peggiore della storia dei galletti.È la data in cui quell'ex difensore del Bari, non vale la pena nominarlo, oggi proprio in forza al Sudtirol, insaccava uno degli autogol più vergognosi della storia del calcio. Per quell'autogol verranno puniti gravemente sia il Bari che Lecce, entrambi comunque retrocessi sul campo.
Il Bari, da quel momento, entrerà in una parabola societaria completamente discendente con i Matarrese che, di fatto, si disinteressano della squadra. Dopo due campionati tranquilli di B, nel 2013/14 arriva il primo exploit post retrocessione: un Bari senza società e nei bassifondi della classifica, grazie a un gruppo di giocatori e uomini encomiabili, riesce a vincere quasi tutte le partite e conquistare un incredibile playoff, uscendo, con tante polemiche, solo in semifinale. Grazie a quei ragazzi l'attenzione si riaccende sul Bari e, nonostante il fallimento dei Matarrese, Paparesta si aggiudica la squadra.
Seguono anni in cui il Bari cerca disperatamente la A ma non arriva mai neanche a sfiorarla. Nel frattempo subentra Giancaspro, che nel 2018 conduce i galletti verso un'altra pagina buia del calcio barese:il fallimento.A quel punto si riparte dalla D con una nuova proprietà: il sindaco Decaro affida la squadra alla famiglia De Laurentiis, che al primo colpo centra la promozione in C. Il primo anno in terza serie è contraddistinto dal Covid, ma il Bari riesce a centrare la finale playoff, cadendo, però, al cospetto della Reggiana. Solo al terzo anno arriverà la promozione in B (unico altro acuto insieme alla meravigliosa stagione fallimentare), grazie al duo Polito-Mignani. Al primo anno di B, poi, succede l'imponderabile: un Bari incredibilmente solido conquista il terzo posto e si spinge sino alla finale playoff.
11 giugno 2023: altra data spartiacque del calcio barese. Il Bari, a pochissimi minuti dalla A, subisce il gol dello svantaggio e perde in maniera incredibile la finale playoff e la massima serie. Da quel momento i biancorossi e la proprietà si spengono. Il mercato seguente vede tutti i prezzi pregiati andar via e il mercato è totalmente low cost. In un anno si passa dalla finale playoff a quella playout, con la serie C scampata grazie a un encomiabile Di Cesare e uno sparuto gruppo di giocatori, decisivi nella finale di Terni. Segue un altro anonimo anno e poi si giunge a questa stagione, terminata nella maniera che tutti sappiamo.
Sino ad arrivare al presente: protagonista una società disinteressata che non accenna minimamente alla possibile vendita (a due anni dalla scadenza della multiproprietà) e un sindaco che prova a difendere la squadra della sua città. Sullo sfondo tifosi inermi assistono, lentamente, al sprofondare della propria squadra, scesa nuovamente in C. Se un bravo regista dovesse venire a conoscenza degli ultimi quindici anni del Bari potrebbe girare, senza troppe difficoltà , un film horror.
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