In una situazione nazionale extra calcio che va migliorando sempre di più, con la quasi totalità delle attività aperte più o meno a pieno regime, il calcio, dopo aver combattuto per la ripresa, ora è alle prese con la questione stadi aperti.

Dando per assodate le paradossalità che prevedono aperture con pubblico in cinema e teatri e non in impianti che possono ospitare sino ad 80mila persone nei casi più eclatanti, la politica del calcio si è compattata per far fronte comune e provare un’azione che assume i contorni dell’impresa. Gravina, numero uno del calcio, è propenso all’apertura con il 25% dell’affluenza; diversi presidenti di Regione si sono esposti e tantissimi presidenti, Luigi De Laurentiis in primissima linea, spingono per far sì che l’ultimo ostacolo del calcio versione Covid venga superato.

Il discorso sull’apertura o meno è ormai superato ed ora c’è da combattere la questione tempo: i playoff di Serie C sono già iniziati e nel giro di 20 giorni termineranno. Riuscirà il Governo, attualmente in stasi nei fatti concreti in merito, a prendere decisioni celeri ed accontentare la volontà della totalità delle squadre ancora in ballo dalla A alla C? Risposta certa non ce n’è ma le sensazioni a livello temporale, nonostante la buona volontà, lasciano presagire ad una possibile apertura solo per la parte finale della Serie A e per finale di campionato e playoff di Serie B, ossia verso la fine di luglio quando i playoff di Serie C saranno ben archiviati per buona pace di LDL.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 03 luglio 2020 alle 23:00
Autore: Alessio D'Errico
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