Ultima giornata, novanta minuti senza appello e una stagione intera compressa dentro una sola partita. Il Bari arriva a Catanzaro sapendo che, davvero, questa volta può succedere tutto. Salvezza diretta, playout o retrocessione: ogni scenario è ancora aperto e passerà inevitabilmente dai risultati di una serata che si giocherà in contemporanea e ad altissima tensione. E c’è anche un dettaglio simbolico che accompagna questa vigilia: oggi, 8 maggio è il giorno di San Nicola, patrono di Bari, in una delle giornate più delicate e pesanti degli ultimi anni biancorossi.
La classifica racconta perfettamente il caos della corsa salvezza. Empoli e Südtirol sono al momento fuori dalla zona playout a quota 40 punti, mentre la Virtus Entella occupa il primo posto utile playout per evitare la retrocessione diretta con 39. Più giù, il Bari è fermo a 37 punti. Sotto Pescara, Spezia e Reggiana tutte a 34. Un equilibrio sottilissimo che lascia ai biancorossi ancora tutto aperto: la salvezza diretta resta complicata e legata a diversi incroci, i playout sono lo scenario più probabile - e basterebbe anche un solo punto per la certezza matematica - ma resta viva anche l’ipotesi peggiore, quella della retrocessione diretta.
Di fronte, “fortunatamente” per il Bari, ci sarà però un Catanzaro che, almeno sulla carta, non ha più nulla da chiedere alla propria classifica. I calabresi hanno già blindato il quinto posto e il risultato dell’ultima giornata non cambierà il loro piazzamento playoff. Un dettaglio che potrebbe incidere sulle scelte di Aquilani, anche in ottica gestione delle energie e dei diffidati. Attenzione però a pensare a una gara “morbida”: il Catanzaro resta una delle squadre più offensive del campionato, con il terzo miglior attacco del torneo. Il problema dei giallorossi, semmai, è dietro, dove vantano la peggior difesa tra le prime sette della classifica ufficialmente qualificate ai playoff. Numeri che si intrecciano inevitabilmente con quelli del Bari, che continua a portarsi dietro i propri limiti strutturali: secondo peggior attacco e seconda peggior difesa del campionato, fotografia perfetta di una stagione vissuta quasi sempre in equilibrio precario.
Dentro la partita si incrociano poi diversi ex, a partire da Polito. L’attuale direttore sportivo del Catanzaro è stato uno dei volti più rappresentativi del recente Bari: arrivato nell’estate 2021, ha costruito la squadra della promozione in Serie B e quella capace di arrivare fino alla finale playoff persa contro il Cagliari. Poi una stagione molto più complicata, culminata con la salvezza ottenuta al playout contro la Ternana e l’esonero nel giugno scorso, prima dell’approdo proprio in Calabria. Una figura inevitabilmente legata a ricordi forti e contrastanti per l’ambiente biancorosso. Riflettori anche su Favasuli, protagonista di un’ottima stagione con due gol e soprattutto sette assist, quinto miglior dato del campionato. Numeri che ne certificano il peso offensivo, anche se resta da capire quale sarà la gestione di Aquilani: il classe 2004 è diffidato e, con i playoff alle porte, il tecnico potrebbe decidere di risparmiarlo almeno inizialmente. Occhio anche a Petriccione, altro volto noto e giocatore chiave nel sistema giallorosso, autore fin qui di due reti e un assist.
Anche la vigilia continua a seguire un copione ormai consolidato nelle ultime settimane. L’elenco dei convocati verrà comunicato oggi, scelta diventata ormai una prassi in casa Bari. E continuerà anche il silenzio stampa deciso dal club: Longo non ha parlato in conferenza neppure questa volta, lasciando ancora una volta che sia soltanto il campo a dare risposte in uno dei momenti più delicati della stagione.
Sugli spalti, però, il Bari non sarà solo. La Procura ha autorizzato la trasferta dei tifosi biancorossi e il settore ospiti sarà presente per accompagnare la squadra in una gara che vale un’intera stagione. In un’annata segnata da contestazioni, tensioni e fratture profonde con l’ambiente, resta comunque intatto quel filo che lega la piazza ai propri colori nei momenti decisivi.
Sarà una partita inevitabilmente sporca, nervosa, pesante. Da una parte un Catanzaro già certo dei playoff e libero mentalmente, dall’altra un Bari obbligato a convivere con paura, pressione e calcoli. Ma ormai il tempo delle analisi è finito: in novanta minuti i biancorossi si giocheranno il proprio futuro. E il confine tra salvezza e disastro non è mai stato così sottile.
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