Bari entra nei giorni di San Nicola, quelli che più di tutti riescono a raccontare l’anima della città. Le strade si riempiono di tradizione, devozione e immagini che si ripetono ogni anno, ma che continuano ad avere lo stesso valore per chi vive il capoluogo pugliese. In questo clima, il richiamo al “San Nicola” diventa inevitabile anche dal punto di vista calcistico: lo stadio biancorosso, intitolato al patrono, è da sempre uno dei simboli emotivi del rapporto tra la squadra e la sua gente.

Quest’anno il Bari non vivrà la festa davanti al proprio pubblico, perché l’ultima giornata porterà i biancorossi a Catanzaro. Ma il peso simbolico di queste ore resta fortissimo, soprattutto considerando il momento che sta attraversando la squadra. Il Bari si presenta all’appuntamento più importante della stagione con un futuro ancora completamente aperto: la salvezza diretta resta difficile, i playout sono uno scenario concreto e il rischio retrocessione continua a non essere escluso. E forse mai come domani il riferimento al “miracolo” assumerà un significato particolare.

Ed è proprio in un contesto simile che torna alla mente un precedente rimasto impresso nella memoria di molti tifosi. L’8 maggio 2004, nel giorno dedicato a San Nicola, il Bari si giocava una fetta fondamentale della permanenza in Serie B contro l’Atalanta. Una squadra che oggi è diventata stabilmente una delle realtà più forti del calcio italiano ed europeo, ma che anche allora rappresentava un avversario di alto livello per ambizioni e qualità. Quel pomeriggio i biancorossi riuscirono a trovare una vittoria pesantissima, forse una delle più significative di quella stagione. Un successo che riaccese improvvisamente le speranze salvezza e permise al Bari di restare aggrappato almeno alla possibilità dei playout, quando ormai tutto sembrava compromesso.

La storia, però, non ebbe il finale sperato. Nonostante quel piccolo “miracolo”, il Bari non riuscì a evitare la retrocessione sul campo, arrendendosi ai playout al termine del campionato. La permanenza in Serie B arrivò poi soltanto durante l’estate: ad agosto, infatti, i biancorossi vennero ripescati, riuscendo così a mantenere la categoria nonostante la sconfitta agli spareggi salvezza.

Oggi, a più di vent’anni di distanza, il clima attorno alla squadra richiama sensazioni molto simili. Il Bari cerca una reazione, una partita capace di cambiare l’inerzia di una stagione vissuta troppo spesso tra paure, frenate improvvise e occasioni mancate. Per salvarsi servirà certamente molto più della scaramanzia. Ma, nei giorni di San Nicola, in una città che vive il suo patrono come parte della propria identità, certi ricordi finiscono inevitabilmente per trasformarsi in speranza.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 21:00
Autore: Martina Michea
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