Il Bari è una squadra che vive di contrasti, di scosse improvvise e di cadute inattese. Ancora immerso nelle sabbie mobili della lotta salvezza, il club biancorosso prova però a intravedere la luce dopo lo squillo contro la Sampdoria. Una vittoria netta, per 0-2, che potrebbe rappresentare molto più di tre punti: un segnale, forse una svolta.

Al centro di questa rinascita c’è un uomo solo: Moreno Longo. Tornato sulla panchina pugliese dopo una stagione conclusa appena fuori dalla zona play-off, il tecnico piemontese è stato richiamato per rimettere ordine in un ambiente scosso dalle deludenti parentesi di Caserta e soprattutto di Vivarini. La società ha scelto di ripartire da lui, dalla sua conoscenza del gruppo e dalla sua capacità di lavorare sulla testa prima ancora che sulle gambe.

Longo, ex allenatore del Torino, ha riportato pragmatismo e compattezza. Non un calcio scintillante, ma una squadra più corta, più attenta, più consapevole. I segnali si erano già intravisti nel pareggio per 1-1 in casa del Padova, gara di sacrificio e solidità. Ma è stata la trasferta di Genova a certificare i progressi.

Contro la Sampdoria il Bari ha mostrato personalità e cinismo. Le reti di Moncini e Bellomo hanno premiato una prestazione matura, fatta di equilibrio e gestione dei momenti della partita. Non solo gol, ma un atteggiamento diverso: meno frenesia, più controllo, maggiore fiducia nei propri mezzi. Elementi che raccontano di un gruppo che sta assimilando la nuova mentalità.

Il consenso attorno a Longo cresce di settimana in settimana. Non soltanto per i risultati, ma per la sensazione che il tecnico sia diventato il garante di un percorso. In un campionato lungo e complicato, dove la lotta salvezza si gioca sui dettagli e sugli equilibri psicologici, avere un punto fermo in panchina può fare la differenza.

Il Bari resta “pazzo”, capace di alternare slanci e paure. Ma oggi ha una guida riconosciuta. E se la svolta dovrà compiersi davvero, passerà dalla solidità mentale che Longo sta cercando di costruire. La classifica impone prudenza, ma il vento sembra essere cambiato. E in riva all’Adriatico, finalmente, si respira un’aria diversa.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 01 marzo 2026 alle 15:00
Autore: Antonio Testini
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