Il paradosso del calcio a Bari si consumerà sotto le arcate di cemento dell’astronave di Renzo Piano. Lo Stadio San Nicola resterà la casa del Bari anche per la prossima stagione calcistica. L'accordo burocratico e formale per la concessione dell'impianto è arrivato, sventando lo spettro di un esilio forzato che avrebbe aggiunto ulteriore grottesco alla drammatica retrocessione in Serie C. Eppure, tra le pieghe di questa rassicurazione tecnica, si respira l'aria pesante di un addio ben più profondo: il vero sfratto, a Bari, è quello che sta subendo la tifoseria.

Se l'anagrafe sportiva dice che i biancorossi giocheranno ancora nell'impianto di casa, la realtà sociale ed emotiva della città racconta una storia completamente diversa. Lo stadio rimarrà utilizzabile, ma rischia di svuotarsi della sua anima. Il legame viscerale tra la piazza e la presidenza della famiglia De Laurentiis è ormai logorato oltre ogni margine di ricucitura. La retrocessione sul campo, maturata nel peggiore dei modi nei playout contro il Sudtirol, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di delusioni, promesse mancate e la costante sensazione di essere considerati una "succursale" di lusso.

I tifosi baresi si sentono sfrattati nei loro sentimenti, nella loro dignità sportiva e nel loro diritto di sognare un futuro all'altezza della storia della piazza. Il malcontento si è tradotto in una drastica risposta del pubblico: le presenze al San Nicola e i dati sui biglietti venduti nell'ultimo anno sono crollati ai minimi storici dell'era recente, segnale inequivocabile di un distacco emotivo mai visto prima. Le prospettive per il prossimo campionato di Serie C, pur con la permanenza formale nell'impianto di casa, lasciano presagire uno scenario ancora più cupo. Con una contestazione che si preannuncia totale e permanente fin dal ritiro estivo, la campagna abbonamenti rischia di registrare un minimo storico senza precedenti. Il San Nicola si candida purtroppo a trasformarsi in una vera e propria cattedrale nel deserto: uno stadio enorme, imponente e moderno, ma svuotato della sua stessa anima, privo del calore e della presenza di un popolo che si sente profondamente ferito nella propria dignità sportiva.

La partita più difficile sarà riconquistare una città che si sente tradita. Rinnovare la concessione del San Nicola evita un danno logistico, ma non cura la ferita emotiva di una tifoseria che, in questo momento, si sente cacciata via dalla propria passione.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 20:00
Autore: Martina Michea
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