Il Bari si trova davanti a uno dei passaggi più delicati e significativi della sua storia recente. L’accordo raggiunto con il Comune, che prevede la cessione del club entro i termini stabiliti, rappresenta infatti un punto di svolta potenziale per una piazza che da anni vive tra ambizioni, promesse e delusioni.

A rafforzare la sensazione che qualcosa possa davvero cambiare è arrivata la nomina di Pierpaolo Marino come direttore generale. Un dirigente di grande esperienza, chiamato ad affrontare due sfide decisive per il futuro biancorosso. Da una parte la costruzione di un progetto tecnico credibile e competitivo, capace di riportare il Bari in Serie A dopo anni di attese e occasioni mancate. Dall’altra la gestione di un percorso complesso ma fondamentale: mettere fine alla multiproprietà senza compromettere il titolo sportivo e garantendo continuità al calcio barese.

Si tratta di obiettivi ambiziosi che richiedono competenza, programmazione e soprattutto fatti. Perché se c’è una cosa che la tifoseria barese ha imparato negli ultimi anni è diffidare delle parole. Troppe volte annunci e proclami si sono scontrati con una realtà ben diversa, alimentando un senso di sfiducia che oggi accompagna inevitabilmente ogni nuova promessa.

Ecco perché la domanda è inevitabile: siamo davvero davanti all’inizio di una nuova era oppure all’ennesimo capitolo di una storia già vista? La presenza di Marino e gli impegni assunti sul fronte societario rappresentano segnali concreti, ma da soli non bastano. Saranno le scelte dei prossimi mesi, sul mercato, nell’organizzazione del club e nel percorso verso la cessione, a dire se il Bari ha finalmente imboccato la strada giusta.

La piazza aspetta risposte. Non slogan, non rassicurazioni, ma risultati. Solo allora si potrà capire se questa sarà davvero la volta buona o soltanto un’altra illusione destinata a svanire come tante altre prima.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 17:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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