Nel prosieguo della nostra intervista esclusiva a Simone Cavalli, l’ex attaccante biancorosso ha allargato il campo della riflessione, toccando temi caldi come il rapporto tra la piazza e la società dopo l'ultima amara stagione, e spendendo parole importanti sulla gestione dei giovani talenti nel calcio italiano.

Sulla tifoseria“Non è semplice perché la gente è un po’ stanca e, dopo una retrocessione, in una piazza così importante è normale che i tifosi siano avviliti. Sono stato a Bari e so perfettamente quanto sia importante il calcio lì e quanto la gente creda nella maglia. So bene quanto sia seguito il club e la passione incredibile che ci mettono”.

Per ripartire con il piede giusto…”Secondo me la cosa migliore che si possa fare ora è trovare un punto d’incontro e sostenere la squadra per aiutarla a risalire”.

Un riflessione sui giovani e sui vivai: “In Italia la tendenza deve cambiare, soprattutto nelle categorie inferiori dove il giovane deve essere valorizzato e aspettato. Nel nostro Paese non si dà abbastanza spazio né tempo alle nuove leve. Il consiglio che do al Bari è quello di far crescere i giovani, averne cura e saperli aspettare: il nostro futuro dipende da loro e c’è bisogno di qualcuno che ci creda davvero.”

L'importanza dell'equilibrio tra senatori e ragazzi alle prime armi… “Il giovane può essere un valore aggiunto, ma va messo nelle condizioni giuste per rendere. Non può esserci sempre un processo o un'accusa se un ragazzo sbaglia: ci vogliono pazienza e coraggio. Se il Bari decide di puntare sui giovani fa la cosa più bella e giusta in assoluto. Ovviamente servono anche giocatori d’esperienza che sappiano guidare e aiutare i più giovani nello spogliatoio, ma avere qualche ragazzo bravo da inserire con continuità è fondamentale”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 07 agosto 2026 alle 20:00
Autore: Martina Michea
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