Non mi soffermerò sulle questioni sportive del disastro. Chi ha seguito sa già che questa è una delle retrocessioni più vergognose della nostra pur lunga e tormentata storia. Per quanto possa sembrare incredibile oggi, mi permetto di dare uno sguardo al futuro. E il futuro è più nero del presente.

In tre anni di autogestione e di mercato costantemente in attivo grazie allo smantellamento della squadra che aveva sfiorato la serie A, i cinemari sono riusciti ad ottenere il loro obiettivo minimo che era quello di lanciare giovani del Napoli come Rao e Obaretin, facendo pagare il conto ai Baresi. Tra due anni perderanno inevitabilmente il controllo della società trattandosi di seconda squadra.

Cosa succederà nel frattempo è presto detto. Non la venderanno, poichè la società è già piena di debiti (oltre 21 milioni già l'anno scorso) e si è ulteriormente svalutata con la retrocessione. In parole povere, nessuno se la compra. Questa estate venderanno le poche figurine prese a zero nello scorso calciomercato, riempiendo la squadra di ragazzini della primavera del Napoli, parametri zero di serie C a basso stipendio e ulteriori infornate di prestiti.

Nel frattempo organizzeranno il Napoli U23 e lo inseriranno in graduatoria. A giugno 2027 o al più tardi 2028 la SSC Bari non riceverà le fideiussioni per iscriversi al campionato e scomparirà. Si creerà a quel punto la situazione di fatto richiesta dalla FIGC per l'iscrizione di una nuova squadra U23:

"In caso di vacanza di organico del Campionato Serie C [..], determinatasi all’esito delle procedure di rilascio delle Licenze Nazionali per l’ammissione al relativo campionato o determinatasi a seguito di provvedimento di revoca o di decadenza dalla affiliazione o di esclusione dal campionato" sarà possibile "l’integrazione dell’organico con le Seconde Squadre delle Società di Serie A".  Ecco perchè il Bari DOVEVA comunque retrocedere quest'anno o al massimo il prossimo: il fallimento di una squadra di B non andava bene.

Retrocedendo quest'anno hanno ottenuto il doppio risultato di risparmiare sui costi di gestione di una squadra di B e di avere più posto per i ragazzi della LORO primavera (che tanto quelli del Bari non sono mai stati lanciati in prima squadra in questi anni). Il tutto a spese di quei pochi (ma mica tanto) irriducibili Baresi che hanno riempito il San Nicola anche nel soporifero spareggio col SudTirol e che purtroppo lo frequenteranno anche in serie C, un pò come l'orchestra che suonava sul Titanic mentre la nave affondava. 

Sicuramente non a spese di quegli imprenditori pugliesi che non hanno mosso un dito e non lo muoveranno fino a che non potranno ottenere il titolo sportivo gratis, per farne cosa, non si sa. Nè di quella politica che si è fatta sfuggire per ignoranza o miopia gli Hartono che stanno facendo grande il Como, per dare la seconda (oggi quarta? decima?) squadra del Sud in omaggio a chi di squadra ne aveva già una, senza minimamente curarsi di quello che sarebbe potuto accadere, e condannando loro stessi il Bari al ruolo di seconda squadra. Cosa resta da fare ora? Niente purtroppo. La storia degli ultimi 18 anni senza serie A, condita da due fallimenti (tra poco tre) ci ha insegnato che i tifosi non contano anche se amano, lottano e pagano. Attendiamo rassegnati il 2028, dedichiamoci magari al tennis o al freesbee che danno più gioie e stressano meno, e ci rivediamo coi popcorn tra due anni per scoprire chi farà capolino per farsi assegnare il titolo sportivo per ripartire di nuovo dalla serie D.

Se nel frattempo qualcuno volesse imparare come si gestisce con successo una squadra del Sud senza buttare fortune, chieda a Sticchi Damiani. Amen.

Domenico Di Bisceglie

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Sezione: Lettera del Tifoso / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 14:30
Autore: Redazione TuttoBari
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