Oggi è una partita che pesa. Il Bari di Moreno Longo è in piena lotta per la permanenza e arriva alla sfida con il Pescara dopo due vittorie consecutive che hanno riacceso entusiasmo e speranze. Domenica, però, servirà la prova del nove: dall’altra parte ci sarà il fanalino di coda, il Pescara, affamato di punti per restare aggrappato alla corsa salvezza.

È una gara che oggi parla soprattutto di classifica, di tensione e di obiettivi minimi. Ma basta voltarsi indietro per ricordare quanto siano state ricche di talento e di protagonisti le storie del Bari e del Pescara. Due piazze calde, passionali, capaci nel tempo di lanciare o ospitare campioni destinati a lasciare un segno nel calcio italiano.

Tra i nomi più luminosi passati dal San Nicola spicca quello di Antonio Cassano. Proprio a Bari il talento di Bari Vecchia esplose giovanissimo, con quella serpentina e quel gol contro l’Inter che lo proiettarono subito tra le stelle del calcio italiano. Un lampo di genio che segnò l’inizio di una carriera piena di colpi di classe. In biancorosso sono passati anche due futuri campioni del mondo con l’Italia: Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, protagonisti qualche anno dopo del trionfo azzurro al Coppa del Mondo del 2006.

Tra i difensori cresciuti o passati da Bari merita una citazione anche Leonardo Bonucci, che proprio in Puglia mosse passi importanti prima di diventare uno dei pilastri della nazionale italiana campione d’Europa a Euro 2020.

E poi i bomber. Il più iconico resta Igor Protti, attaccante carismatico e prolifico che ha fatto innamorare i tifosi baresi con gol e leadership, diventando uno dei simboli della storia del club. E tra i ricordi più affascinanti degli anni passati c’è anche il brasiliano João Paulo, giocatore tecnico e brillante che negli anni ’90 portò fantasia e qualità al gioco biancorosso.

Se Bari può vantare grandi nomi, Pescara ha vissuto uno dei momenti più spettacolari della sua storia sotto la guida di Zdeněk Zeman. La stagione 2011-2012 resta nella memoria di tutti per il celebre “trio delle meraviglie”.

In attacco brillavano Lorenzo Insigne, Ciro Immobile e Marco Verratti, tre talenti destinati a diventare protagonisti del calcio europeo e poi campioni d’Europa con l’Italia guidata da Roberto Mancini a Euro 2020. Un calcio offensivo, divertente, che riportò il Pescara in Serie A e fece parlare tutta Italia.

Ma la storia biancazzurra ha radici ancora più lontane. Prima di diventare uno degli allenatori più vincenti d’Italia, anche Massimiliano Allegri fece innamorare i tifosi pescaresi con la sua classe da trequartista. Proprio allo stadio Adriatico visse una delle stagioni migliori della sua carriera da calciatore, mostrando estro, visione e fantasia.

Sezione: News / Data: Sab 07 marzo 2026 alle 07:00
Autore: Antonio Testini
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