Ci sono partite che non si raccontano con il tabellino, ma con le emozioni che lasciano addosso. Juve Stabia-Pescara è una di quelle gare che spiegano meglio di mille definizioni cosa sia davvero la Serie B: imprevedibile, crudele, capace di ribaltare tutto quando ormai il finale sembra scritto.

Il primo squillo è del Pescara, che al 35’ trova il vantaggio con Olzer, bravo a colpire in una fase della gara che sembrava indirizzata verso un equilibrio senza scosse. I delfini, ultimi in classifica e affamati di punti, danno la sensazione di voler difendere quel gol come fosse un tesoro.

La ripresa, però, cambia volto. La Juve Stabia cresce, spinge, e trova il pari con Correia, riaccendendo il “Menti” e una partita che sembrava sopita. L’inerzia passa dalla parte delle Vespe e, quando arriva il calcio di rigore trasformato dall’ex Bari Leonardo Candellone, la rimonta appare completa. È il classico momento in cui la gara sembra finita, archiviata, pronta per i titoli di coda.

Ma la Serie B non rispetta mai i copioni. Al 93’, quando la Juve Stabia assapora già i tre punti, ecco un altro ex biancorosso salire in cattedra: Lorenzo Sgarbi trova il gol del definitivo 2-2, gelando lo stadio e ribaltando ancora una volta il senso della serata. Una beffa per i campani, una liberazione per il Pescara.

Un pareggio che pesa diversamente sulle due squadre. I delfini restano ultimi, ma tengono vivo il discorso salvezza: la zona play-out è lontana appena tre punti. Per la Juve Stabia, invece, è un’occasione persa, un mezzo passo falso che permette all’Empoli di Dionisi di agganciare le Vespe in zona play-off.

Alla fine restano le sensazioni: il Pescara che non molla mai, la Juve Stabia che impara quanto possa essere sottile il confine tra vittoria e delusione. E due ex Bari a firmare un finale che solo questo campionato sa regalare.

Sezione: Serie B / Data: Ven 16 gennaio 2026 alle 08:00
Autore: Antonio Testini
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