Arrivati a metà gennaio, trovare un appiglio di speranza in casa Bari è come cercare l'ago in un pagliaio: un esercizio difficile, snervante, dall'alto rischio di rimanere senza esito. Ancor più complesso è trovare una ratio dietro scelte che dovrebbero porre rimedio, ma sembrano fatte apposta per restare attoniti. La casa brucia, ma nessuno sembra preoccuparsi di spegnere l'incendio, o lo si tampona alla meglio. 

E se prima poteva esserci un lieve beneficio del dubbio circa l'eccessivo pessimismo e desolazione tra tifosi ed addetti ai lavori, ci ha pensato Vivarini ad esternare la sua preoccupazione, anche con parole forti. Sul campo, la prova di Carrara segue altre circostanze di totale sciattezza: si subisce, tanto, e si attacca, sporadicamente. Qualcuno sbuffa, qualcuno spreca, qualcuno gioca per onor di firma, un ragazzo arrivato da qualche giorno è il migliore in campo: intanto la graduatoria parla chiaro.

Su quanto accade fuori dal campo, il mister si è esibito a più riprese in un esercizio di onestà e virtù, ma alla luce di una media punti di 0,5 in 7 partite, in condizioni normali sarebbe stato accompagnato all'uscio della porta. Ma la normalità non è di casa al San Nicola, dato che anche l'area tecnica, costituita da Magalini e Di Cesare, sta proseguendo con ancora meno sensatezza ad operare per ridare fosforo ad una rosa piena di delusioni, da loro acquisite. Certo, affrontare la sessione di gennaio, già complicata di per sé, con le mani legate ed i rubinetti quasi chiusi non dev'essere una passeggiata. Ma intorno al Bari, si percepiscono nomi di spessore ed idee chiare. Qui, l'agonia ha falcidiato chiunque.

Sarebbe bastato, su più livelli, un tempestivo e deciso colpo di spugna, che chiudesse una parentesi e ne aprisse un'altra: forse non vincente, ma quantomeno stimolante. Ed invece commentiamo vicende e situazioni illogiche, non solo per una piazza di questo blasone, ma che lo sarebbero in qualsiasi realtà. Daniele Silvestri, in 'Salirò', cantava che più giù di così c'è solo da scavare. Cominciate, salvo sorprese, a comprare le vanghe. Meglio che vada, le terremo in serbo per una prossima volta. 

Sezione: Copertina / Data: Mer 14 gennaio 2026 alle 18:00
Autore: Piervito Perta
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