E' finita nel peggiore dei modi la stagione sportiva 2025-26 del Bari. La compagine biancorossa sprofonda in serie C dopo i due pareggi contro il Sudtirol nelle due partite dei play out. Un epilogo disastroso sul piano sportivo e progettuale che ha, tra i tanti colpevoli, due persone che hanno costruito, in quest'annata, una squadra scriteriata e senza personalità. I nomi sono Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare. I due direttori sportivi.

L'assemblement di questa rosa è iniziata quest'estate con un vero e proprio smantellamento di un intero reparto. Il centrocampo. I dolorosi e incomprensibili addii di Maita ( vittorioso con il Benevento quest'anno) e Benali, la mancata riconferma di Maiello ( protagonista di una grande stagione quest'anno con il Casarano) e la mancata riconferma di giocatori che in quest'annata sono cresciuti come Favasuli ( finalista con il Catanzaro per la serie A) e Lella ( promosso in serie A in questa stagione con il Venezia) hanno destato perplessità e chi è venuto a Bari in questo campionato è riuscito a fare peggio. Gli arrivi di Braunoder, Verreth, Pagano e Castrovilli avevano fatto ben sperare tutto l'ambiente biancorosso sul piano della gioventù e dell'esperienza ma i fatti ci hanno raccontato di un rendimento scadente e senza mai un vero sussulto. Una rivoluzione sulla mediana, in particolare, che ha denotato un arretramento sul piano tecnico e temperamentale. In estate, poi, aveva fatto scalpore, entusiasmando molto i tifosi biancorossi, l'arrivo del "figliol prodigo" Partipilo, barese doc, che è passato dall'essere un potenziale protagonista di questa stagione ad un vero e proprio ectoplasma mai in grado di inserirsi negli schemi di Caserta e diventando sempre di più un'entità astratta all'interno del gruppo anche con l'arrivo di Vivarini. Da gennaio in poi, l'ex calciatore del Frosinone è sparito completamente dai radar, andando addirittura fuori rosa dal ritorno di Longo. 

Sul piano difensivo, gli arrivi di Nikolaou e Dickmann avevano garantito sul piano dell'esperienza ma, in campo, sono stati, forse, tra i calciatori più deludenti in assoluto senza mai dare l'impressione di leadership, personalità e con scarsa comprensione di indossare una maglia importante come quella del Bari. In avanti, Magalini e Di Cesare hanno puntato le loro risorse su Rao, Moncini, Gytkjaer e Cerri. Se l'unica luce nel buio biancorosso è stata Rao, il resto dell'attacco biancorosso arrivato quest'anno ha visto solo con Moncini una parvenza di sufficienza ma con il danese e l'ex Carrarese si è notevolmente "toppato".

Se andiamo a vedere il mercato di gennaio, completamente in mano a Di Cesare con l'esonero di Magalini, si è riuscito a fare anche peggio. La difesa è stata completamente rivoluzionata con gli arrivi di Mantovani, Cistana, Odenthal e Stabile ma i numeri sono stati disatrosi e, spesso, con errori individuali imperdonabili. In mezzo al campo Artioli, Esteves, Darboe e Traorè sono stati poco incisivi e mai veramente decisivi nei momenti topici. Sul piano offensivo l'apporto di Cuni non ha assolutamente dato nulla in termini di numeri e di prestazioni. Infine anche l'acquisto di Piscopo si è rilevato non all'altezza delle aspettative per quelli che erano stati i suoi numeri alla Juve Stabia, salvo solo l'ultima partita di stagione regolare a Catanzaro dove il calciatore ha realizzato una doppietta. Per non dimenticare i continui cambi di ruolo che ne hanno minato la continuità. Non ultimo in termini di insufficienza e poca comprensibilità dell'operazione, vi è stato, poi, l'ingaggio di Giacomo De Pieri, un rendimento da "chi l'ha visto". Insomma, se era possibile fare peggio a gennaio si è riusciti in questa incredibile impresa.  

Un mercato, pertanto, che, tranne Rao, Moncini e Cerofolini, è stato profondamente negativo e che ha visto come risultato finale l'inevitabile retrocessione nel campionato di serie C. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 16:00
Autore: Maurizio Calò
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