Nell'ordinanza con cui ieri, il gip della Procura di Cremona, Guido Salvini, ha applicato nuove misure di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta calcioscommesse, esiste un intero capitolo denominato "Filippo Carobbio: anello di collegamento tra il gruppo balcanico ed il Bari calcio". Sì, perché le ultime indagini hanno portato a stabilire in modo chiaro il ruolo di Carobbio all'interno di un'organizzazione consolidata che prevedeva, oltre al gruppo degli zingari, personaggi vicini agli ambienti sportivi della società biancorossa, su tutti Angelo Iacovelli e l'ex capitano Antonio Bellavista.

Scrive testualmente il gip Salvini: "Carobbio mette in relazione il gruppo (Gegic e quindi anche Ilievski), con il contesto barese in un momento in cui la squadra pugliese era fortemente coinvolta in dinamiche societarie ed ambientali (mancato pagamento degli stipendi, retrocessione imminente oltre alle indebite pressioni di frange estreme della tifoseria, vicine alla criminalità locale) che facevano ritenere altamente probabile l'interesse di alcuni suoi calciatori all'alterazione delle gare di Serie A in corso. Non può peraltro essere ignorato come, nel tentativo di approfondimento del già inquinato ambiente calcistico barese, Carobbio coinvolga, d'intesa con Gegic, anche il proprio amico e sodale Gatti Vittorio, il quale si evidenzierà come soggetto a più riprese coinvolto nelle mansioni operative del gruppo". Sarebbe proprio Gatti infatti, arrestato ieri, il "palestrato" a bordo di una Bmw, riconosciuto da Iacovelli in occasione di un incontro nei giorni seguenti la partita Palermo-Bari, in cui il "portantino" restituì agli scommettitori un'ingente somma di denaro per la sfumata combine del match.

Sezione: News / Data: Mar 29 maggio 2012 alle 09:00
Autore: Davide Giangaspero
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