Che lo stadio San Nicola si trasformi in una trappola logistica ogni volta che l'affluenza supera i 25.000 spettatori è un dato di fatto cronico. La partita di ieri sera, gara di andata dei playout Bari-Südtirol, ha però superato il livello di guardia, trasformando una serata di passione sportiva in una disastrosa odissea per centinaia di sostenitori biancorossi.

Le testimonianze dirette dei presenti riaccendono i riflettori sulle gravissime carenze strutturali e di gestione dell'impianto. Il problema ha radici profonde. Nel 1990 il San Nicola fu progettato malissimo proprio sul fronte dei parcheggi e della viabilità perimetrale. A questo vizio di forma originario si aggiunge un'aggravante culturale: una larga fetta di tifosi baresi tende a muoversi sistematicamente all'ultimo momento, concentrando migliaia di veicoli a ridosso del fischio d'inizio e mandando in tilt l'intera area. Se le abitudini del pubblico sono difficili da correggere, le colpe istituzionali sono evidenti: nel corso dei decenni, mai nessuna amministrazione comunale ha posto concretamente rimedio a questo imbuto urbanistico, lasciando la patata bollente alle gestioni successive.

Questa combinazione di fattori ha paralizzato le principali arterie di accesso, provocando un vero e proprio blocco delle vetture all'interno dei quadranti dei parcheggi. Una paralisi stradale che ha avuto pesanti ripercussioni sulle operazioni di ingresso. Le lunghe code formatesi molto oltre la linea esterna dei tornelli hanno causato ritardi insostenibili. Diversi tifosi hanno avuto accesso sugli spalti soltanto un quarto d'ora dopo il fischio d'inizio, nonostante si fossero mossi con anticipo. Sotto accusa finisce anche l'assenza di pianificazione: viene fortemente contestata la mancanza di cancelli e varchi appositi dedicati esclusivamente agli abbonati, costretti a subire le medesime code di chi doveva validare il singolo biglietto. Ma i disagi legati alle infrastrutture non sono stati l'unica nota dolente.

A rendere la serata ancora più amara è un grave episodio di cronaca emerso attraverso una denuncia sulle piattaforme social. Al termine della partita, un sostenitore recatosi nel parcheggio interno dello stadio ha dovuto fare i conti con l'amara sorpresa del furto della propria automobile, sparita nel nulla durante i novanta minuti di gioco. Un episodio che solleva interrogativi pesantissimi sui reali standard di vigilanza di aree che dovrebbero essere presidiate e protette. Tra disservizi organizzativi, immobilismo politico e totale assenza di tutele per i veicoli, per il pubblico barese l'esperienza allo stadio si sta trasformando in un dazio insostenibile da pagare.

Sezione: News / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 16:30 / Fonte: di Giosè Monno, per TuttoBari.com
Autore: Redazione TuttoBari
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