Il Bari resta aggrappato alla sfida, ma ancora una volta esce dal campo con più rimpianti che certezze. Lo 0-0 contro il Sudtirol nell’andata dei playout lascia apertissimo il discorso salvezza, ma conferma soprattutto un limite che accompagna i biancorossi da tutta la stagione: quando arriva il momento di alzare il livello, la squadra non riesce mai davvero ad incidere.
Al San Nicola serviva una prova di personalità, una prestazione capace di trasmettere forza, coraggio e voglia di prendersi il vantaggio in vista del ritorno. Invece il Bari ha dato la sensazione di giocare con il freno a mano tirato, senza quella cattiveria agonistica indispensabile in partite dove ogni pallone pesa il doppio. Le occasioni non sono mancate: qualche situazione favorevole, alcune ripartenze interessanti e diverse opportunità per poter colpire il Sudtirol. Ma nel momento decisivo è sempre mancato qualcosa. L’ultimo passaggio, la lucidità sotto porta, la determinazione necessaria per trasformare una buona opportunità in un gol pesantissimo.
Il problema del Bari non sembra essere soltanto tecnico, ma soprattutto mentale. La squadra fatica a scrollarsi di dosso la paura di sbagliare e finisce spesso per accontentarsi di restare dentro la partita invece di provare davvero a dominarla. Anche contro il Sudtirol i biancorossi hanno mantenuto equilibrio e ordine, ma senza mai dare la sensazione di poter prendere il controllo totale della gara.
Nelle partite che contano davvero, il Bari continua a fermarsi un passo prima. È accaduto durante il campionato nei momenti cruciali della stagione e si è ripetuto anche nella notte più delicata. Mancano leadership, intensità e soprattutto quella fame necessaria per imporre il proprio gioco agli avversari. Una squadra con maggiore convinzione avrebbe probabilmente provato ad aumentare la pressione, ad attaccare con più uomini, a trasformare il sostegno del San Nicola in energia. Il Bari, invece, si è acceso solo a tratti, senza mai riuscire ad avere continuità.
Il Sudtirol torna a casa con un risultato prezioso e con la consapevolezza di potersi giocare tutto davanti al proprio pubblico. Il Bari, invece, dovrà convivere ancora una volta con i rimpianti. Perché in gare come queste non basta evitare gli errori: serve il coraggio di andare a vincerle.
Adesso non ci sono più margini. Al ritorno servirà una squadra diversa sotto tutti gli aspetti: più aggressiva, più intensa e soprattutto più convinta dei propri mezzi. Per salvarsi non basterà gestire la tensione o aspettare l’episodio giusto. Servirà finalmente quel passo in avanti che il Bari, nelle partite che pesano, continua a non riuscire mai a fare.
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