Il Bari perde l'ennesima gara con un'ennesima pessima prestazione, ma questa volta, oltre all'assenza di tiri in porta, come causa c'è il calcio di rigore trasformato dalle "Vespe" per un tocco con il braccio di Braunoder.
L'arbitro Davide Di Marco, della sezione di Ciampino, fischia e indica il dischetto e il Var conferma dopo il check. È in discussione, tuttavia, da regolamento, l'aumento del volume del corpo del centrocampista biancorosso.

L'episodio accade al 35esimo: su una respinta di Cerofolini, gli ospiti trovano una ribattuta alla quale il centrocampista del Bari si oppone con il braccio destro che in quel momento si abbassa e arriva in posizione parallela e ravvicinata al tronco. Andiamo a vedere cosa dice il regolamento.

IL TESTO. "Non ogni contatto del pallone con una mano o un braccio di un calciatore costituisce un’infrazione.
È un’infrazione (“fallo di mano”) se un
calciatore:
• tocca deliberatamente il pallone con le
proprie mani / braccia, ad esempio muovendo mani o braccia verso il pallone
• tocca il pallone con le proprie mani/braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo. Si considera che un calciatore stia aumentando lo spazio occupato dal proprio corpo in modo innaturale quando la posizione delle sue mani / braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento. Avendo le mani / braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere punito".

APPLICAZIONE. I contatti con le braccia vengono puniti se la posizione, al momento dell'impatto, aumenta lo spazio occupato. Se quindi il braccio segue una linea parallela al tronco, la posizione del braccio viene definita naturale e quindi non punibile. È determinante anche il movimento del braccio, se a chiudere o ad aprirsi. Se viene sanzionato un fallo di mano che ha caratteristiche di non punibilità, il Var è tenuto a intervenire per una revisione. 

Sezione: News / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 06:30
Autore: Enrico Scoccimarro
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