La sfida d'andata a Castellammare di Stabia, giocata nel recupero del 4 dicembre, è stata una partita che il Bari ha dovuto affrontare in apnea per quasi tutti i novanta minuti. Nonostante il risultato finale di 0-0, le statistiche dipingono un quadro di netto predominio territoriale e offensivo da parte dei padroni di casa, capaci di produrre una mole di gioco che i biancorossi hanno faticato a contenere.

La Juve Stabia ha esercitato una pressione costante, arrivando a tentare la conclusione per ben 13 volte, a fronte dei soli 3 tiri totali prodotti da un Bari apparso troppo timido e rintanato nella propria metà campo. Anche il controllo del pallone è stato saldamente nelle mani delle "Vespe", che hanno chiuso con il 54% di possesso palla, obbligando gli uomini di Vivarini a una gara di pura attesa e ripartenze mai realmente decollate.

Il dato che meglio fotografa l'inerzia del match è quello dei tiri dalla bandierina: un pesantissimo 8 a 0 nei calci d'angolo a favore della Juve Stabia, segno di una presenza costante dei campani negli ultimi sedici metri baresi. Entrambe le squadre hanno inquadrato lo specchio della porta una sola volta, a testimonianza di una partita bloccata in cui il Bari ha badato esclusivamente a non concedere spazi, riuscendo a strappare un punto grazie a una fase difensiva che ha retto l'urto nonostante i 2 fuorigioco ravvisati all'attacco stabiese.

È stata una battaglia di nervi e fisicità, come dimostrano i 26 falli complessivi (15 commessi dalla Juve Stabia e 11 dal Bari) e le 7 ammonizioni totali estratte dal direttore di gara. Un pareggio strappato con i denti in un fortino ostico, che oggi al San Nicola deve però trasformarsi in una prestazione di tutt'altro tenore se si vuole iniziare il girone di ritorno con il piede giusto.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 17:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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