Umberto Calcagno, vicepresidente dell'associazione calciatori, intervenuto ai microfoni di “La politica nel pallone” su Rai Gr Parlamento, ha toccato il tema della ripresa della Serie C: "La decisione di chiudere anticipatamente la stagione, è stata una scelta politica sbagliata che non permetterà probabilmente di concludere i campionati con l’attuale format, scaricando su 15 società l’errore commesso dall’Assemblea del 7 maggio scorso. Dispiace perché oggi si trova a rincorrere la possibilità di finire i campionati e rischia di essere l’unica lega professionistica a non riuscire a farlo, cosa che poteva gestire in serenità, considerando che c'è tutto agosto a disposizione e specialmente ora che la situazione generale sta migliorando".

Riguardo il problema dei contratti in scadenza al 30 giugno, Calcagno ha detto: "Le indicazioni della Fifa che riguardano la questione del prolungamento dei contratti, non lasciano molto margine rispetto alla contrattazione individuale. Oltretutto abbiamo diverse tipologie di contratti: ci sono calciatori che hanno sottoscritto dei biennali, altri in scadenza, altri ancora hanno già firmato per un’altra società dal 1^ luglio. Ritengo che tutti abbiano bene in mente che la ripresa dovrà comportare sacrifici per qualcuno, si giocherà per un mese e mezzo in più e di questo si dovrà tener conto. Magari chi ha contratti biennali sarà avvantaggiato, altri dovranno sedersi ad un tavolo e trovare soluzioni con più soggetti".

Sezione: Serie C / Data: Lun 01 giugno 2020 alle 23:30
Autore: Claudio Mele
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